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Sentenza

Sentenza n. 675/2026 - Salerno, Sezione 2

per l'annullamento dell’ordinanza di demolizione n. 382 dell’11 dicembre 2025, notificata il 16 dicembre 2025, a firma del Dirigente del II Settore del Comune di Cava de’Tirreni, con cui è stato ordinato ai ricorrenti il ripristino dello stato dei luoghi nel fondo di loro proprietà alla Via L. Ferrara​.

Giustizia amministrativa202600460

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Salerno, Sez. IISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: ordinanza di demolizione e ripristino dello stato dei luoghi relativa a trasformazioni e ampliamenti non autorizzati di una baracca

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (proprietari)

Prevale il privato

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato l'ordinanza comunale che ingiungeva il ripristino dello stato dei luoghi in relazione a trasformazioni e ampliamenti eseguiti dopo il 1971 su una baracca edificata fuori dal centro abitato, in un periodo in cui non era richiesto alcun titolo edilizio. Hanno dedotto l'errata qualificazione degli interventi come opere di nuova costruzione, con conseguente applicazione della sanzione demolitoria, invece che come opere di manutenzione o ristrutturazione, cui sarebbe stata applicabile una sanzione pecuniaria. Il giudice ha rilevato d'ufficio e deciso il vizio di difetto di motivazione, poiché l'ordinanza si limitava ad affermare che la baracca risultava diversa, per forma, conformazione e dimensioni, rispetto alla rappresentazione contenuta nella carta tecnica comunale del 1971, senza descrivere puntualmente le opere abusive.

La decisione

Il ricorso è stato accolto con sentenza semplificata ai sensi dell'art. 60 c.p.a. L'ordinanza è stata annullata per difetto di motivazione: la mancata individuazione dettagliata delle opere da demolire impediva ai destinatari di comprendere l'oggetto del provvedimento e di eseguirlo. La specificazione degli abusi era necessaria anche perché l'ordinanza distingueva tra parti legittime e parti illegittime di un immobile di vecchia costruzione; una descrizione generica avrebbe potuto estendere la sanzione anche alle opere legittime. La natura formale della decisione ha giustificato la compensazione delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 60 c.p.a.

    Consente la definizione del giudizio con sentenza semplificata, previa audizione delle parti, quando la causa è manifestamente fondata.

Massime di principio

  • Un'ordinanza edilizia di demolizione o ripristino deve descrivere in modo puntuale le opere abusive oggetto della sanzione; il mero riferimento a differenze generiche di forma, conformazione o dimensioni rispetto a una rappresentazione catastale o tecnica preesistente non è sufficiente.
  • Il difetto di individuazione delle opere sanzionate impedisce al destinatario di comprendere l'oggetto dell'ordine e di eseguirlo, determinando il difetto di motivazione del provvedimento.
  • Quando un immobile comprende sia parti legittime sia parti illegittime, l'amministrazione deve delimitare con precisione gli abusi, per evitare che la sanzione demolitoria si estenda alle opere legittime.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioni
RamiEdilizia
SottomaterieOrdinanza di demolizione
IstitutiDifetto di motivazione

Testo integrale

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