Ordinanza n. 3346/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 7
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: Ordinanza cautelare del TAR Campania, Sez. VII, di reiezione della domanda cautelare proposta in primo grado
Esito
Favorevole al resistente (comune)
Prevale l’amministrazione
La controversia
L’impresa ha proposto appello cautelare ai sensi dell’art. 62 c.p.a. contro l’ordinanza del TAR che aveva respinto la domanda cautelare. Dal testo non emergono i motivi specifici dedotti nell’atto di appello né l’oggetto puntuale del provvedimento amministrativo originariamente impugnato. Il Consiglio di Stato ha valutato negativamente il fumus boni iuris, rilevando una significativa e incontestata esposizione debitoria dell’appellante, superiore a 230.000 euro e maturata dal 2016. Ha inoltre considerato che non risultava approvato, almeno al momento della decisione, alcun piano di rateizzazione e che il compendio immobiliare era sottoposto a sequestro penale dal marzo 2026.
La decisione
Il Consiglio di Stato ha respinto l’appello cautelare, confermando sostanzialmente la reiezione della tutela cautelare pronunciata dal TAR. Il diniego è fondato sull’assenza del necessario fumus boni iuris, desunta dalla rilevante esposizione debitoria, dalla mancata approvazione di un piano di rateizzazione e dal sequestro penale del compendio immobiliare. L’ordinanza non ravvisa quindi i presupposti per concedere la misura cautelare. Le spese della fase cautelare sono state compensate tra le parti.
Norme richiamate
Disciplina l’appello cautelare avverso le ordinanze cautelari del Tribunale amministrativo regionale; l’appello è stato respinto per l’assenza del fumus boni iuris necessario alla concessione della tutela.
Massime di principio
- Nel giudizio di appello cautelare, la concessione della misura richiede la sussistenza del fumus boni iuris; in sua assenza l’appello deve essere respinto.
- Una significativa esposizione debitoria, ove incontestata, può concorrere a escludere il fumus boni iuris, soprattutto quando non risulti approvato un piano di rateizzazione.
- La valutazione cautelare può tenere conto anche di circostanze oggettive incidenti sulla situazione sostanziale del ricorrente, quale il sequestro penale del compendio immobiliare interessato.
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La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
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