Ordinanza n. 4326/2026 - Roma, Sezione 5Q
Per l'annullamento -previa tutela cautelare - del provvedimento di diniego del visto d’ingresso in Italia notificato in data 25/3/2026 - a seguito di nulla osta al lavoro emesso dal SUI di Padova,.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: diniego del visto d’ingresso in Italia, adottato dopo il rilascio del nulla osta al lavoro da parte dello Sportello unico per l’immigrazione di Padova
Esito
Favorevole al ricorrente (cittadina straniera)
Prevale il privato
La controversia
La ricorrente ha impugnato il diniego del visto d’ingresso notificato il 25 marzo 2026, chiedendone l’annullamento previa tutela cautelare. Nella memoria depositata il 7 luglio 2026 ha contestato i plurimi motivi posti a fondamento del diniego: ha negato di avere mai presentato documenti contraffatti o di essere mai stata denunciata, lamentando che l’ufficio consolare avesse formulato tali rilievi senza indicare elementi concreti e senza adeguata prova; ha affermato di possedere la capacità di svolgere le mansioni domestiche oggetto del nulla osta; ha infine sostenuto che dalla trascrizione dell’intervista risultava una conoscenza sufficiente del datore di lavoro e delle condizioni dell’attività lavorativa, comprendenti mansioni di colf, orario di sei ore giornaliere e retribuzione di sette euro l’ora.
La decisione
Il TAR ha ritenuto plausibili le argomentazioni della ricorrente e, ai sensi dell’art. 55 c.p.a., ha accolto l’istanza cautelare. Ha sospeso il diniego del visto e ordinato all’amministrazione di procedere al riesame entro quindici giorni dalla comunicazione dell’ordinanza, con deposito dell’esito entro la successiva udienza camerale fissata per il 1° dicembre 2026. Le spese sono state riservate alla decisione definitiva. L’ordinanza non definisce il merito della controversia.
Norme richiamate
art. 55 c.p.a.
Consente al giudice amministrativo di adottare misure cautelari; nel caso concreto ha fondato la sospensione del diniego e l’ordine di riesame, sulla base della ritenuta plausibilità delle argomentazioni della ricorrente.
art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003
Richiamato quale base per l’oscuramento delle generalità della parte interessata a tutela dei suoi diritti o della sua dignità.
artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679
Richiamati, insieme alla disciplina nazionale sulla protezione dei dati personali, a fondamento dell’oscuramento delle generalità.
Massime di principio
- In sede cautelare, la plausibilità delle contestazioni rivolte a un diniego di visto può giustificare la sospensione dell’atto e l’ordine all’amministrazione di procedere a un riesame entro un termine determinato, senza anticipare la decisione sul merito.
- Quando il diniego di visto si fonda su plurimi rilievi relativi all’autenticità della documentazione, alla capacità lavorativa e alla conoscenza delle condizioni dell’impiego, il giudice può imporre un riesame cautelare qualora le deduzioni dell’interessato risultino plausibili alla luce degli atti disponibili.
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