Cassazione Penale, Sentenza n. 23546/2024 del 12/06/2024
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di Cosenza che aveva revocato l'indulto concesso con sentenza della Corte d'appello di Catanzaro del 13/03/2007 (irrevocabile il 02/04/2008) e aveva rifiutato di dichiarare estinta per prescrizione la pena relativa a quella sentenza. Il ricorrente sosteneva che il giudice aveva errato nel ritenere la 'cessione di sostanze stupefacenti' (con successive condanne) essere di "stessa indole" del reato di ricettazione, mentre si tratterebbe di fatti diversi e di beni giuridici tutelati diversi (patrimonio vs salute pubblica).
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per genericità e mancanza di specificità, ritenendolo manifestamente infondato. Ha confermato che il Giudice dell'esecuzione ha correttamente individuato motivi ostativi alla declaratoria di estinzione della pena: a) il condannato ha subìto durante il periodo necessario per l'estinzione ulteriori condanne per reati relativi a stupefacenti (GIP Tribunale Napoli 01/04/2008 irrev. 06/05/2010; Corte d'appello Catanzaro 25/02/2019 irrev. 17/01/2020), che costituiscono reati della stessa indole della ricettazione ai sensi dell'interpretazione giurisprudenziale; b) esisteva, autonomamente, la declaratoria di recidiva aggravata nella sentenza del 25/02/2019, motivo ostativo non dedotto nel ricorso. Per aversi l'inammissibilità, la Corte ha richiamato il principio per cui chi impugna deve contestare tutte le "rationes decidendi" autonome o il ricorso è inammissibile. Condanna il ricorrente alle spese processuali e al pagamento di euro 3000 in favore della Cassa delle ammende.
Norme richiamate
Il concetto di "reati della stessa indole" è applicato in senso sostanziale: anche reati previsti da norme diverse possono essere considerati della stessa indole se, nei singoli casi concreti, presentano caratteri fondamentali comuni per natura dei fatti o motivi che li hanno determinati.
Giurisprudenza - Sez. 3, n. 38009 del 10/05/2019 (Rv. 278166 - 06)
Sez. 3, n. 38009 del 10/05/2019, Rv. 278166 - 06
Conferma che per 'stessa indole' si intende anche identità di fondamento fattuale o motivazionale tra reati disciplinati da norme diverse.
Giurisprudenza - Sez. 6, n. 53590 del 20/11/2014 (Rv. 261869 - 01)
Sez. 6, n. 53590 del 20/11/2014, Rv. 261869 - 01
Esempio di applicazione del principio che reati normativamente diversi possono avere la stessa indole in funzione della natura dei fatti.
Giurisprudenza - Sez. 1, n. 44255 del 17/09/2014 (Durdev, Rv. 260800 - 01)
Sez. 1, n. 44255 del 17/09/2014, Durdev, Rv. 260800 - 01
Ha ritenuto corretta la ricostruzione che riconosce identità di indole tra ricettazione e cessione di stupefacenti, principio richiamato nel caso in esame.
Giurisprudenza - Sez. 3, n. 2754 del 06/12/2017 (Bimonte, Rv. 272448 - 01)
Sez. 3, n. 2754 del 06/12/2017, dep. 2018, Bimonte, Rv. 272448 - 01
Stabilisce che è inammissibile il ricorso che contesti solo una delle ragioni autonome poste a fondamento della decisione; il ricorrente deve specificare come l'eliminazione del vizio condurrebbe a diversa valutazione complessiva.
Giurisprudenza - Sez. 3, n. 30021 del 14/07/2011 (F., Rv. 250972 - 01)
Sez. 3, n. 30021 del 14/07/2011, F., Rv. 250972 - 01
Riafferma il principio di specificità: il ricorso deve affrontare tutte le ragioni autosufficienti della decisione impugnata.
Giurisprudenza - Sez. 5, n. 8096 del 11/01/2007 (Lussana, Rv. 235734 - 01)
Sez. 5, n. 8096 del 11/01/2007, Lussana, Rv. 235734 - 01
Onere del ricorrente è dimostrare che l'eliminazione del vizio dedotto condurrebbe a una diversa valutazione del complessivo compendio probatorio.
Massime di principio
- La declaratoria di estinzione della pena per prescrizione può essere esclusa se il condannato ha subito, nel periodo necessario per l'estinzione, ulteriori condanne per reati considerati 'della stessa indole' anche se previsti da norme diverse.
- Il concetto di 'stessa indole' va interpretato in maniera sostanziale: rileva la natura concreta dei fatti e i motivi che li hanno determinati, non solo la corrispondenza formale delle fattispecie penali.
- Se il giudice fonda la decisione su più ragioni autonome e autosufficienti, il ricorrente deve contestare tutte le "rationes decidendi"; altrimenti il ricorso per cassazione è inammissibile per difetto di specificità.
- La presenza di una dichiarazione di recidiva aggravata sopravvenuta può costituire motivo ostativo autonomo all'estinzione della pena e non potrà essere superata dal ricorso che non la contesti espressamente.
- In sede di cassazione è necessario fornire argomentazioni specifiche che spieghino perché la rimozione del vizio dedotto determinerebbe un risultato diverso rispetto al complessivo quadro probatorio.
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