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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 3192/2024 del 26/01/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnavano la sentenza della Corte di Cassazione che aveva dichiarato inammissibili i loro ricorsi contro la sentenza della Corte d'Appello. Il difensore sosteneva che la Corte di legittimità aveva errato nel negare il riconoscimento della prescrizione già maturata in primo grado, in quanto aveva ritenuto che un riferimento in imputazione agli artt. 318 e 321 anziché all'art. 319‑ter c.p. fosse un mero errore materiale. Secondo la difesa la riqualificazione in 319‑ter è stata decisa "a sorpresa" senza sospendere il processo né consentire alla difesa di discutere in contraddittorio, violando gli artt. 111 Cost. e 6 CEDU, e alterando il computo della prescrizione e la pena.

La decisione

La Corte ha dichiarato inammissibili i ricorsi. Ha ritenuto che la Corte di Cassazione avesse motivatamente considerato il richiamo agli artt. 318 e 321 come un errore materiale, poiché la descrizione fattuale era chiaramente riconducibile all'art. 319‑ter c.p. e la qualificazione giuridica risultava coerente con altre imputazioni analoghe contestate nel medesimo decreto. Di conseguenza il termine di prescrizione era stato correttamente computato dalla Corte d'Appello in anni dieci. Il ricorso straordinario non poteva essere utilizzato per rimettere in discussione valutazioni giuridiche/di qualificazione. I ricorrenti sono stati condannati alle spese processuali e al pagamento di euro 3.000 in favore della Cassa delle Ammende.

Norme richiamate

  • art. 319‑ter cod. pen.

    La fattispecie di corruzione in atti giudiziari è stata ritenuta applicabile ai fatti descritti; la Corte ha ritenuto che la descrizione materiale corrispondesse a questa norma, giustificando la rettifica di una rubricazione errata senza necessità di riaprire il contraddittorio.

  • art. 318 cod. pen.

    Richiamato nella rubrica originaria come errore materiale; la Corte ha ritenuto che il mero riferimento a questo articolo fosse incongruo rispetto alla descrizione fattuale e quindi correggibile.

  • art. 321 cod. pen.

    Analogamente all'art. 318, menzionato nella imputazione ma non rispondente alla concreta descrizione dei fatti, perciò considerato correggibile come errore materiale.

  • art. 111 Cost.

    Invocato dalla difesa per violazione del diritto al giusto processo e al contraddittorio; la Corte ha ritenuto che non sussistesse violazione perché la rettifica è stata qualificata come errore materiale non comportante la necessità di sospendere il processo per consentire ulteriori deduzioni.

  • art. 6 CEDU (Convenzione EDU)

    Richiamato dalla difesa per la tutela del diritto a un processo equo; la Corte ha ritenuto che l'assenza di un contraddittorio specifico non fosse d'ostacolo quando la qualificazione giuridica emerge chiaramente dalla descrizione fattuale e dalla coerenza con le altre imputazioni.

Massime di principio

  • La correzione di una rubricazione (riferimento di norma) può essere ammessa come errore materiale quando la descrizione fattuale è inequivocabilmente riconducibile alla norma corretta e la qualificazione è coerente con altre imputazioni: in tal caso non è necessario riaprire il contraddittorio.
  • Se la riqualificazione giuridica modifica in modo sostanziale gli elementi di reato, la pena o il termine di prescrizione in modo tale da pregiudicare la difesa, occorre garantire il contraddittorio e, se necessario, sospendere il processo per consentire deduzioni difensive; la mancata garanzia può integrare violazione dell'art. 111 Cost. e dell'art. 6 CEDU.
  • Il ricorso straordinario per "errore di fatto" è inammissibile quando l'errore denunciato è in realtà una valutazione giuridica o interpretativa basata su un sostrato fattuale correttamente percepito dai giudici: questo rimedio non sostituisce le normali impugnazioni per questioni di qualificazione giuridica.
  • Per evitare la correzione in senso sfavorevole, la difesa dovrebbe sollevare immediatamente contestazione formale della rubrica o chiedere chiarimenti/sospensione se la qualificazione appare discordante rispetto alla fattispecie descritta nel capo di imputazione.
  • La coerenza fra più imputazioni e la serialità di condotte similari può rafforzare la legittimità di una rettifica della rubricazione se la medesima ricostruzione fattuale si applica uniformemente a più capi.

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