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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 20651/2026 del 04/06/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione per cassazione contro la conferma in appello della condanna per ricettazione (art. 648 c.p.). Quattro motivi: (1) vizio di calcolo della prescrizione, sostenendo che la recidiva applicabile fosse quella del secondo comma dell'art. 99 (aumento di un'/messa) e non la recidiva qualificata del quarto comma (aumento differente), con conseguente estinzione del reato per prescrizione; (2) contestazione della sussistenza del dolo, sia generico sia specifico, deducendo che la motivazione che ha ritenuto l'assenza di una spiegazione credibile sull'origine dell'assegno fosse insufficiente e non tenesse conto della giovane età e inesperienza, e che la cessione dell'assegno a un congiunto escluderebbe il dolo specifico; (3) mancato riconoscimento della particolare tenuità del fatto (art. 131‑bis c.p.), alla luce del modesto importo (€1.000) e del risarcimento effettuato ai soggetti danneggiati; (4) mancato riconoscimento dell'attenuante prevista dall'art. 648, quarto comma, per il minimo importo e l'immediato ristoro.

La decisione

Il ricorso è stato dichiarato inammissibile. La Corte di cassazione ha ritenuto corretta la determinazione del dies a quo (vicina al 4 dicembre 2008) e il calcolo del massimo edittale: pena base di 8 anni aumentata della metà per la recidiva reiterata (art. 99, secondo comma) fino a 12 anni e poi ulteriormente aumentata della metà per interruzioni, con computo finale a 18 anni; la prescrizione sarebbe scaduta il 4 dicembre 2026, quindi nessuna estinzione. Sulle censure di dolo, la Corte ha ritenuto legittimo il ragionamento dei giudici di merito secondo cui la mancanza di una spiegazione credibile dell'origine del possesso è prova pregnante della consapevolezza o comunque del dolo eventuale; la cessione dell'assegno a un congiunto non esclude il dolo specifico. Quanto alla particolare tenuità e all'art. 648, quarto comma, i giudici hanno escluso l'esimente perché l'importo (1.000 euro) non è ritenuto esiguo e il titolo ha elevata potenzialità di circolazione. Conseguentemente il ricorso è inammissibile; il ricorrente è condannato alle spese processuali e al versamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 648 cod. pen.

    Norma sulla ricettazione; la Corte ha ritenuto integrati sia il dolo generico (o il dolo eventuale, in caso di accettazione del rischio) sia il dolo specifico quando è stato conseguito un profitto patrimoniale dall'uso del titolo.

  • art. 157 cod. pen.

    Rilevato per la determinazione della pena edittale di riferimento (pena base di otto anni), da cui sono state calcolate le maggiorazioni per recidiva e interruzioni.

  • art. 99 cod. pen.

    Applicazione della recidiva reiterata ai sensi del secondo comma (aumento della pena della metà); esclusa l'applicazione della recidiva qualificata del quarto comma, con la conseguente esclusione di un diverso criterio di aumento (due terzi).

  • art. 160 cod. pen.

    Richiamato nel quadro delle norme sul calcolo della prescrizione (diachronia delle sanzioni); la Corte non ha rilevato profili che modifichino il dies a quo individuato dai giudici di merito.

  • art. 161 cod. pen.

    Rilevante per le interruzioni della prescrizione: la Corte ha considerato legittime le vicende interruttive che hanno portato al computo finale della durata utile ai fini prescrizionali.

  • art. 131‑bis cod. pen.

    Norma sulla particolare tenuità del fatto; la Corte ha richiamato la necessità di una valutazione complessiva degli elementi (modalità, colpevolezza, entità del danno) e ha ritenuto che, nel caso concreto, non ricorressero i presupposti per l'applicazione dell'esimente.

  • art. 133 cod. pen.

    Richiamato come criterio di ponderazione per valutare la tenuità: la Corte ha evidenziato che non è necessario elencare tutti gli elementi previsti, ma indicare quelli ritenuti rilevanti nella valutazione della fattispecie concreta.

  • art. 648, quarto comma, cod. pen.

    Previsione di attenuazione per i casi di ricezione di beni di modesto valore; la Corte ha interpretato la disposizione restrittivamente affermando che la sussistenza dell'esimente è esclusa se il valore non è esiguo, come ritenuto nel caso (€1.000).

Massime di principio

  • La prescrizione si calcola partendo dal dies a quo individuato sui fatti più favorevoli all'imputato se congruamente motivato, ma l'applicazione delle maggiorazioni per recidiva segue le regole di cui all'art. 99: la recidiva reiterata (secondo comma) comporta l'aumento della metà; la recidiva qualificata (quarto comma) ha criteri diversi e deve essere correttamente individuata per valutare gli effetti sulla pena e sulla prescrizione.
  • La mancanza di una spiegazione credibile sull'origine del possesso di un bene può costituire prova pregnante della consapevolezza della provenienza illecita; in presenza di tale quadro, anche il dolo eventuale può ritenersi integrato quando l'agente abbia accettato il rischio.
  • La cessione del bene a un parente o il risarcimento successivo non escludono automaticamente il dolo o il fine di profitto: va valutato il comportamento complessivo e l'effettivo conseguimento di un vantaggio patrimoniale.
  • L'esimente della particolare tenuità (art. 131‑bis) richiede una valutazione complessiva di modalità, colpevolezza ed entità del danno; importi non esigui o titoli con elevata potenzialità di circolazione possono portare all'esclusione della tenuità.
  • In sede di Cassazione è difficile ottenere riesame probatorio: le censure che chiedono una diversa valutazione delle prove sono in genere escluse se basate solo su rivalutazioni dei fatti; la Corte si limita a verificare eventuali vizi di diritto o di motivazione logico‑giuridica.
  • Le sanzioni processuali possono includere condanna alle spese e somme a favore della Cassa delle ammende quando il ricorso è dichiarato inammissibile o infondato.

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