Cassazione Civile, Sentenza n. 1763/2024 del 17/01/2024
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Ricorso principale della banca fondato sull'illegittimità dell'azzeramento del saldo operato in sede di ricalcolo contabile e sulla (presunta) errata ripartizione dell'onere della prova: la banca sostiene che, nelle domande incrociate, ciascuna parte debba provare le proprie pretese mediante la produzione integrale degli estratti conto e che l'accoglimento in favore della C.E.I.T. sia dipeso dall'erroneo azzeramento del saldo iniziale. Ricorso incidentale di C.E.I.T. volto a sostenere la regolarità della consulenza tecnica d'ufficio (c.t.u.) anche con riferimento a documenti prodotti direttamente al c.t.u.: contestazione dell'appello della banca per l'acquisizione, da parte del c.t.u., di documenti non prodotti in causa e sulla rilevanza del comportamento del consulente tecnico di parte (c.t.p.) quale presunto consenso.
La decisione
La Corte di Cassazione ha respinto sia il ricorso principale proposto da MPS sia il ricorso incidentale proposto da C.E.I.T., confermando, in sostanza, la decisione della Corte d'appello di Napoli che, dopo supplemento di c.t.u., aveva riconosciuto un credito a favore di C.E.I.T. pari a € 17.054,43. La Suprema Corte ha chiarito e ulteriormente qualificato il regime dell'art. 198 c.p.c.: l'esame e l'utilizzo da parte del consulente d'ufficio di documenti non previamente prodotti in causa è possibile solo previo consenso delle parti; tale consenso può essere espresso anche tacitamente ma deve essere inequivoco; il consulente tecnico di parte non ha il potere di manifestare validamente il consenso della parte su questioni che esulano dalle indagini tecniche (quindi il silenzio o la condotta del c.t.p. non sempre vincolano la parte). Ha inoltre riaffermato i principi sulla ripartizione degli oneri probatori nel rapporto di conto corrente e la legittimità, in determinati casi, dell'azzeramento del saldo come tecnica per consentire la ricostruzione del rapporto quando manchi parte della documentazione. Le spese del giudizio di legittimità sono compensate integralmente tra le parti costituite, e la Corte ha indicato l'obbligo di versamento supplementare del contributo unificato da parte delle parti indicate.
Norme richiamate
art. 198 c.p.c. (Esame contabile)
Il consulente sente le parti e, previo consenso di tutte, può esaminare anche documenti e registri non prodotti in causa. Di essi tuttavia senza il consenso di tutte le parti, non può fare menzione nei processi verbali o nella relazione di cui all'articolo 195
La Corte ha precisato che l'acquisizione da parte del c.t.u. di documenti attestanti fatti principali è subordinata al consenso delle parti; il consenso può essere espresso anche tacitamente ma deve essere inequivoco; il consulente tecnico di parte non può validamente esprimere tale consenso per conto della parte
art. 2697 c.c. (onere della prova)
Ribadito il principio secondo cui ciascuna parte deve provare i fatti che costituiscono il fondamento delle proprie domande; nel rapporto bancario la produzione degli estratti conto rientra tra gli strumenti principali per assolvere all'onere probatorio
art. 1832 c.c. (estratto conto)
L'estratto conto trasmesso da un correntista all'altro s'intende approvato, se non è contestato nel termine pattuito o in quello usuale... L'approvazione del conto non preclude il diritto di impugnarlo per errori di scritturazione o di calcolo...
L'estratto conto fa presumere la veridicità delle scritturazioni se non tempestivamente contestato; non impedisce però contestazioni sulla validità dei rapporti sottostanti
art. 115 e 116 c.p.c. (principio dispositivo e valutazione della prova)
Confermata la necessità del rispetto del principio dispositivo e del contraddittorio nella formazione del compendio probatorio; il giudice può valorizzare ogni mezzo di prova e la condotta processuale delle parti
art. 157 c.p.c. (nullità degli atti e decadenze)
La nullità della consulenza per mancanza di consenso rispetto all'acquisizione di documenti deve essere eccepita nelle prime difese successive al deposito dell'atto viziato, pena la perdita dell'azione
art. 50 T.U.B. (certificazione degli estratti conto)
Riferimento alla possibilità di produrre estratto conto certificato come documento idoneo a fondare domande riconvenzionali della banca
art. 119 d.lgs. n. 385/1993 (T.U.B.)
Richiamata come strumento per ottenere documentazione bancaria (estratti) e come mezzo accessibile al correntista e al fideiussore per procurarsi prove
art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115/2002
Previsione richiamata per l'obbligo del versamento supplementare del contributo unificato nelle ipotesi indicate dalla Corte
Massime di principio
- In materia di consulenza tecnica contabile (art. 198 c.p.c.) l'acquisizione e l'utilizzo di documenti non prodotti in causa è consentita solo con il consenso delle parti; il consenso può essere tacito ma deve essere inequivoco e non può essere validamente manifestato dal consulente tecnico di parte (c.t.p.).
- Se la parte che avrebbe dovuto prestare il consenso (o che si ritiene pregiudicata dall'acquisizione) contesta la produzione in tempo utile (prima difesa o prima udienza successiva al deposito della c.t.u.), la presunta nullità della consulenza non si sanerà per mero silenzio.
- Nel giudizio bancario di rideterminazione del conto e di ripetizione dell'indebito, ciascuna parte deve provare i fatti costitutivi delle proprie domande: la prova principale è la produzione degli estratti conto ma il giudice può avvalersi anche di altre scritture contabili, contabili bancarie, estratti scalari o stampe home banking se ritenute conformi.
- Quando manchi parte della documentazione, il giudice può ricorrere a tecniche di calcolo (es. azzeramento del primo saldo disponibile o azzeramento di saldi intermedi) per consentire una ricostruzione coerente del rapporto; tale metodo è uno strumento tra i possibili e va motivato in relazione alla documentazione disponibile.
- La condotta processuale delle parti e gli altri elementi di prova possono integrare o supplire l'assenza di estratti: la ricostruzione contabile può essere affidata a c.t.u. purché il compendio probatorio sia formato nel rispetto del principio del contraddittorio.
- Il difensore ha potere di scelta strategica e può opporsi o consentire all'acquisizione di prove avversarie; il consulente tecnico di parte non può compiere atti idonei a vincolare la parte su questioni processuali o di consenso all'uso documentale.
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