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Sentenza

Sentenza n. 1499/2026 - Torino, Sezione 3

per l'annullamento Per quanto riguarda il ricorso introduttivo: - del “provvedimento in riedizione a seguito della pronuncia del TAR Piemonte n. 441/2023”, emesso dalla UMVD (Unità Multidisciplinare Valutazione Disabilità) Distretto -OMISSIS-, a firma congiunta dal Copresidente Sociale dott.ssa -OMISSIS- del Comune di Torino e dal Copresidente Sanitario dott. -OMISSIS- della ASL Città di Torino, comunicato con nota Protocollo n. -OMISSIS- del 05/07/2023; - di tutti gli atti presupposti, connessi, consequenziali a quello impugnato, noti e non noti, adottati dal Comune di Torino e/o dalla ASL Città di Torino nei confronti di -OMISSIS- a seguito della sentenza del TAR Piemonte n. -OMISSIS- pubblicata l'8.05.2023; nonché per l'accertamento del diritto dei ricorrenti al riconoscimento del trattamento assistenziale corrispondente al livello di intensità assistenziale ALTA ovvero, in ogni caso, al trattamento più favorevole già riconosciuto ed erogato prima dell'entrata in vigore della DGR 13 novembre 2020, n. 3-2257 e per la conseguente condanna del Comune di Torino-ASL Città di Torino per quanto di rispettiva competenza a riconoscere e corrispondere ai ricorrenti la prestazione assistenziale spettante ut supra. Per quanto riguarda i motivi aggiunti presentati da -OMISSIS- il 24/11/2023: per l'annullamento e declaratoria di illegittimità - del “provvedimento in riedizione a seguito della pronuncia del TAR Piemonte n. 441/2023”, emesso dalla UMVD (Unità Multidisciplinare Valutazione Disabilità) Distretto -OMISSIS-, a firma congiunta dal Copresidente Sociale dott.ssa -OMISSIS- del Comune di Torino e dal Copresidente Sanitario dott. -OMISSIS- della ASL Città di Torino, comunicato con nota Protocollo n. -OMISSIS- del -OMISSIS-; - di tutti gli atti presupposti, connessi, consequenziali a quello impugnato, noti e non noti, adottati dal Comune di Torino e/o dalla ASL Città di Torino nei confronti di -OMISSIS- a seguito della sentenza del TAR Piemonte n. -OMISSIS- pubblicata l'8.05.2023, come infra specificando. nonché per l'accertamento del diritto dei ricorrenti al riconoscimento del trattamento assistenziale corrispondente al livello di intensità assistenziale ALTA ovvero, in ogni caso, al trattamento più favorevole già riconosciuto ed erogato prima dell'entrata in vigore della DGR -OMISSIS-, come infra specificando e per la conseguente condanna del Comune di Torino-ASL Città di Torino per quanto di rispettiva competenza a riconoscere e corrispondere ai ricorrenti la prestazione assistenziale spettante ut supra.

Giustizia amministrativa202300818

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Piemonte - Torino, Sez. IIISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: provvedimento di riedizione della valutazione assistenziale adottato dall'Unità Multidisciplinare di Valutazione della Disabilità a seguito di una precedente sentenza del TAR

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (enti erogatori)

Prevale l’amministrazione

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato il provvedimento di riedizione adottato dall'Unità Multidisciplinare di Valutazione della Disabilità, nonché gli atti presupposti, connessi e consequenziali, chiedendone l'annullamento. Hanno inoltre chiesto l'accertamento del diritto al riconoscimento del trattamento assistenziale corrispondente al livello di intensità assistenziale alta oppure, in subordine, al trattamento più favorevole già riconosciuto ed erogato prima dell'entrata in vigore della deliberazione della Giunta regionale piemontese del 13 novembre 2020, n. 3-2257, con conseguente condanna del Comune e dell'ASL al riconoscimento e alla corresponsione della prestazione. Con motivi aggiunti sono stati contestati nuovamente il provvedimento di riedizione e gli atti connessi, formulando le medesime domande di annullamento, accertamento e condanna. Prima della decisione, i difensori hanno dichiarato che i ricorrenti non avevano più interesse alla definizione del giudizio, poiché l'eventuale accoglimento non avrebbe prodotto alcun beneficio concreto, considerato il tempo trascorso.

La decisione

Il TAR ha dichiarato improcedibili sia il ricorso introduttivo sia il ricorso per motivi aggiunti per sopravvenuto difetto di interesse, ai sensi dell'art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a. La decisione è fondata sulla dichiarazione dei ricorrenti secondo cui non sussisteva più un'utilità concreta derivante dall'eventuale accoglimento delle domande. Il giudice non ha esaminato nel merito la legittimità del provvedimento di riedizione né il diritto alle prestazioni assistenziali richieste. Le spese di giudizio sono state compensate, in considerazione della definizione del giudizio in rito.

Norme richiamate

  • art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.

    improcedibilità per sopravvenuto difetto di interesse

    La sopravvenuta carenza di interesse concreto alla decisione comporta la dichiarazione di improcedibilità del ricorso.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Costituisce il presupposto per disporre l'oscuramento delle generalità della parte interessata a tutela dei diritti o della dignità.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamati quale ulteriore fondamento della tutela dei dati personali mediante oscuramento delle generalità.

Massime di principio

  • Il ricorso amministrativo è improcedibile quando, anche per una dichiarazione della parte ricorrente, sopravviene la carenza di un interesse concreto e attuale alla decisione, perché l'eventuale accoglimento non potrebbe procurare alcun beneficio utile.
  • La dichiarazione con cui il ricorrente rappresenta il venir meno dell'interesse alla decisione può fondare la declaratoria di improcedibilità ai sensi dell'art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a., senza necessità di esaminare le censure di merito.
  • Quando il giudizio è definito in rito per sopravvenuta carenza di interesse, le spese possono essere compensate in ragione della modalità di definizione della controversia.

Come è indicizzato

MaterieEstinzione, perenzione e improcedibilitàAssistenza e prestazioni sanitarie
RamiProcesso amministrativoSanità
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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