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Ordinanza

Ordinanza n. 1633/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 7

Giustizia amministrativa202602907

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. VIIOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: Ordinanza comunale di rimessione in pristino e demolizione di opere edilizie eseguite in assenza di titolo abilitativo, in totale difformità ovvero con variazioni essenziali, in località Pianaccio, dell’11 dicembre 2025

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (proprietario)

Prevale il privato

La controversia

L’appellante ha impugnato l’ordinanza cautelare del TAR Lazio, Sezione Seconda, che aveva respinto la domanda di sospensione degli effetti dell’ordinanza comunale di rimessione in pristino e demolizione. Ha dedotto articolate censure, il cui specifico contenuto non è riportato integralmente nel provvedimento d’appello, chiedendo la riforma della decisione cautelare di primo grado. Il Consiglio di Stato ha rilevato che tali argomentazioni necessitano di adeguato approfondimento nella fase di merito. Quanto al periculum in mora, ha ritenuto apprezzabili i motivi dedotti, anche considerando la mancata costituzione e la mancata proposizione di memorie da parte del Comune.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha accolto l’appello cautelare e, riformando l’ordinanza del TAR Lazio, ha accolto l’istanza cautelare proposta in primo grado, mantenendo integra la situazione fino alla decisione di merito. La valutazione favorevole è stata fondata soprattutto sull’apprezzabilità del periculum in mora e sull’opportunità di evitare modificazioni della situazione di fatto prima dell’esame pieno della controversia; le censure di merito sono state ritenute meritevoli di adeguato approfondimento, senza anticipare una decisione definitiva sulla legittimità dell’ordinanza edilizia. È stata disposta la sollecita fissazione dell’udienza di merito davanti al TAR ai sensi dell’art. 55, comma 10, c.p.a. Le spese della fase cautelare sono state compensate tra le parti.

Norme richiamate

  • art. 62 c.p.a.

    Disciplina l’appello avverso le ordinanze cautelari del giudice di primo grado; la norma è richiamata quale base processuale dell’appello cautelare.

  • art. 55, comma 10, c.p.a.

    Consente, in sede cautelare, la fissazione sollecita dell’udienza di merito; il Consiglio di Stato ne ha disposto l’applicazione mediante trasmissione dell’ordinanza al TAR.

Massime di principio

  • In sede di appello cautelare, quando le censure dedotte richiedono un adeguato approfondimento incompatibile con la cognizione sommaria, il giudice può accogliere la tutela interinale senza anticipare il giudizio definitivo sulla fondatezza del ricorso.
  • La sospensione cautelare di un’ordinanza edilizia demolitoria può essere disposta quando il periculum in mora risulti apprezzabile e sia opportuno mantenere integra la situazione di fatto fino alla decisione di merito.
  • La mancata costituzione dell’amministrazione destinataria dell’impugnazione e la conseguente assenza di memorie difensive possono essere valorizzate, insieme agli altri elementi del caso, nella valutazione cautelare del periculum in mora.
  • L’accoglimento della tutela cautelare può essere accompagnato dalla fissazione sollecita dell’udienza di merito ai sensi dell’art. 55, comma 10, c.p.a., così da evitare che la misura interinale si protragga senza una decisione piena.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniTutela cautelare
RamiEdiliziaProcesso amministrativo
SottomaterieOrdinanza di demolizione
IstitutiTutela cautelareDiscrezionalità amministrativa e tecnica

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