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Sentenza

Sentenza n. 467/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 7

Giustizia amministrativa202506144

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. VIISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: parere negativo della Provincia di Latina sulla compatibilità dell'intervento con il vincolo PAI e conseguente diniego comunale del condono edilizio

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (proprietaria)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha promosso il giudizio di ottemperanza alla sentenza del Consiglio di Stato n. 10177/2024, relativa a un'istanza di condono edilizio presentata circa quarant'anni prima. Ha dedotto che la Provincia, nel rendere il parere conclusivo, si fosse limitata a rilevare l'assenza di una corretta asseverazione dello studio idraulico e idrogeologico depositato, senza esaminare nel merito la documentazione prodotta e senza svolgere la verifica di compatibilità con il vincolo PAI imposta dal giudicato. Ha quindi sostenuto che il parere provinciale e il successivo diniego comunale fossero nulli per violazione o elusione del giudicato. In via subordinata aveva chiesto la prescrizione delle modalità di esecuzione, la determinazione del contenuto del provvedimento e la nomina di un commissario ad acta, nonché l'applicazione di una penalità di mora. I resistenti hanno contestato l'ammissibilità dell'azione di nullità e sostenuto che la Provincia avesse adempiuto mediante il parere negativo, fondato sulla carenza di asseverazione dello studio tecnico.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha ritenuto ammissibile nel giudizio di ottemperanza la contestazione non soltanto dell'inerzia amministrativa, ma anche di un'attività positiva inesatta, parziale, violativa o elusiva del giudicato. Ha inoltre ritenuto ammissibile la proposizione congiunta della domanda di nullità per violazione o elusione del giudicato e della domanda di annullamento per vizi propri dell'atto. Nel merito, ha accertato che la sentenza da eseguire imponeva alla Provincia di valutare la compatibilità dell'intervento sulla base della documentazione prodotta, compreso lo studio idraulico depositato il 15 maggio 2024. La Provincia, invece, aveva espresso parere negativo fondandosi esclusivamente sulla carenza formale di asseverazione, senza valutare il contenuto degli studi né indicare profili di inattendibilità o erroneità tecnica. L'amministrazione non poteva subordinare l'esercizio della propria funzione di verifica all'attività dei tecnici incaricati dalla privata né utilizzare la carenza di asseverazione per omettere la valutazione di merito; l'eventuale carenza formale avrebbe dovuto essere oggetto di soccorso istruttorio. Il diniego comunale è stato ritenuto a sua volta elusivo del giudicato per illegittimità derivata, poiché fondato esclusivamente sul parere provinciale. Sono stati pertanto dichiarati nulli gli atti adottati dalla Provincia e dal Comune successivamente all'introduzione del giudizio. Le amministrazioni dovranno rideterminarsi in corretta esecuzione della sentenza n. 10177/2024 entro sessanta giorni dalla notificazione o comunicazione della decisione. La Provincia e il Comune sono stati condannati in solido alle spese processuali, liquidate in 3.000 euro oltre accessori.

Norme richiamate

  • art. 114 c.p.a.

    Disciplina il giudizio di ottemperanza; il giudice ha esercitato il potere di dichiarare la nullità degli atti adottati in violazione o elusione del giudicato e di ordinare all'amministrazione di conformarsi alla decisione.

  • art. 31 c.p.a.

    Richiamato con riferimento all'azione di accertamento della nullità degli atti amministrativi.

  • art. 117 c.p.a.

    Richiamato in relazione alla tutela contro l'inerzia o l'inottemperanza dell'amministrazione.

  • art. 114, comma 4, lett. e), c.p.a.

    Richiamato dalla ricorrente per la richiesta di penalità di mora, non riconosciuta nel dispositivo.

  • art. 31 l. 47/1985

    Costituisce la base normativa dell'istanza di condono edilizio oggetto del giudicato e del procedimento amministrativo da rinnovare.

Massime di principio

  • Nel giudizio di ottemperanza, l'inottemperanza al giudicato può consistere non solo nell'inerzia dell'amministrazione, ma anche nell'adozione di un atto positivo che realizzi un'ottemperanza parziale, inesatta, violativa o elusiva delle statuizioni giudiziali.
  • È ammissibile dedurre davanti al giudice dell'ottemperanza sia la nullità dell'atto per violazione o elusione del giudicato sia, congiuntamente, l'annullabilità dello stesso per vizi propri, poiché il giudice dell'ottemperanza è competente a individuare e qualificare la patologia dell'atto e a fornire la tutela coerente con essa.
  • Quando il giudicato impone all'amministrazione una valutazione sostanziale sulla base della documentazione prodotta dall'interessato, l'amministrazione non può eludere tale obbligo limitandosi a rilevare una carenza formale della documentazione senza esaminarne il contenuto e senza indicare ragioni concrete di inattendibilità o erroneità.
  • L'amministrazione titolare del potere non può sottrarsi alla verifica di merito imputando ai tecnici incaricati dal privato la responsabilità della carenza degli elementi istruttori; ove la documentazione presenti una lacuna formale regolarizzabile, questa deve essere affrontata, nel procedimento, mediante il soccorso istruttorio.
  • È elusivo del giudicato anche il provvedimento conclusivo adottato da un'amministrazione diversa da quella che ha posto in essere l'atto presupposto, quando esso si fondi esclusivamente su tale atto presupposto, già adottato in violazione delle statuizioni giudiziali.

Come è indicizzato

MaterieSanatoria e condono edilizioGiudizio di ottemperanza
RamiEdiliziaProcesso amministrativo
IstitutiNullità del provvedimentoOttemperanza e commissario ad actaEffetto conformativo e riedizione del potereSoccorso istruttorio

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