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Sentenza

Sentenza del 13/12/2022 n. 5854 - Corte di giustizia tributaria di secondo grado del Lazio

Accertamento - Esercizio del potere-dovere di autotutela da parte dell'Amministrazione finanziaria - Rettifica in diminuzione, in corso di giudizio, della pretesa contenuta in precedente atto impositivo - Legittimità - Sussiste - Effetto sostitutivo e novativo - Esclusione.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

Questioni relative all'esercizio del potere-dovere di autotutela da parte dell'Amministrazione finanziaria: l'Ufficio ha rettificato in diminuzione, anche in corso di giudizio, la pretesa tributaria contenuta in un precedente atto accertativo e si valutava la legittimità di tale rettifica e se essa determinasse un effetto sostitutivo o novativo rispetto alla pretesa originaria. Si distingue la rettifica in diminuzione (consentita) dall'autotutela in aumento o sostitutiva, che richiede l'adozione di un nuovo avviso di accertamento con indicazione dei nuovi elementi di fatto.

La decisione

La Corte ha ritenuto legittimo l'operato dell'Ufficio: la rettifica in diminuzione, anche in corso di giudizio, è ammessa nell'esercizio del potere-dovere di autotutela e non produce effetto sostitutivo o novativo dell'originaria pretesa impositiva. Viene invece confermato che, qualora l'Amministrazione integri o modifichi in aumento l'originario avviso, quella autonoma autotutela sostitutiva comporta la nascita di una nuova pretesa che deve essere formalizzata con un nuovo avviso di accertamento. La decisione richiama precedenti (Cass. 13311/19, 15413/17, 11265/03, 2262/18) e norme pertinenti.

Norme richiamate

  • d.l. 564/94, art. 2-quater

    Norma richiamata a supporto della disciplina procedurale relativa agli accertamenti e agli effetti degli atti impositivi; utilizzata per inquadrare i poteri dell'Amministrazione in tema di rettifica degli atti tributari.

  • d.m. 37/97

    Decreto ministeriale richiamato come disciplina secondaria attinente alle modalità tecniche degli accertamenti fiscali; conferma i limiti procedurali e formali degli atti dell'Ufficio.

  • d.P.R. 600/73, art. 42-43

    Norme del DPR che regolano l'accertamento delle imposte dirette e le modalità di rettifica: interpretate dalla Corte come compatibili con l'esercizio dell'autotutela in diminuzione purché non si crei una nuova pretesa sostitutiva senza il nuovo avviso previsto.

Massime di principio

  • L'Amministrazione finanziaria può rettificare in diminuzione una pretesa tributaria anche durante il giudizio; tale rettifica è legittima e non annulla automaticamente l'originario avviso mediante sostituzione o novazione.
  • La rettifica in diminuzione limita la pretesa, ma non dà vita a una nuova pretesa: gli effetti rimangono collegati all'originario atto impositivo ridotto.
  • Se l'Amministrazione intende aumentare o modificare in modo significativo la pretesa originaria (autotutela sostitutiva), deve formalizzare una nuova pretesa tramite un nuovo avviso di accertamento contenente i nuovi elementi di fatto.
  • In presenza di rettifica in diminuzione, il contribuente dovrebbe valutare l'opportunità di aggiornare o ritirare le impugnazioni relative alle somme ridotte, ma mantenere la tutela sulle parti eventualmente non rettificate.
  • Gli atti di autotutela in diminuzione devono essere adeguatamente motivati e documentati per evitare contestazioni formali sulla legittimità dell'intervento amministrativo.
  • In caso di controversia, il giudice verifica la legittimità dell'esercizio del potere-dovere di autotutela con riguardo ai limiti procedurali e sostanziali: l'assenza di novazione è valutata rispetto alla concreta modificazione della pretesa.

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