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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 20894/2023 del 16/05/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che confermava gli arresti domiciliari applicati per il reato di associazione per delinquere con ruolo di promotore/organizzatore. Il ricorrente deduceva: 1) vizio di motivazione e violazione di legge sulla sussistenza dei gravi indizi relativi all'elemento soggettivo (contestando la consapevolezza dell'inesistenza dello "Stato di San Giorgio" e la volontà di commettere il reato); 2) contraddittorietà rispetto al trattamento favorevole riconosciuto ad altri coindagati, senza tener conto del minor livello di istruzione e della possibile buona fede del ricorrente; 3) erronea valutazione delle esigenze cautelari, contestando che l'attività criminale si fosse protratta dopo le indagini e sostenendo la rescissione dei suoi legami con gli altri associati, idonea ad escludere il pericolo di reiterazione.

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile e manifestamente infondato. Ha ritenuto che il ricorrente non contestasse le condotte oggettive ma solo il dolo, senza però articolare adeguatamente la censura rispetto alla motivazione del Tribunale, che aveva evidenziato una intensa attività di proselitismo e ripetute condotte truffaldine (almeno 70 episodi) e aveva valorizzato conversazioni e comunicazioni del ricorrente con la coindagata Cotone e con la vittima Carducci come prove della consapevolezza e della malafede. La Corte ha inoltre confermato la necessità della misura cautelare, ritenendo fondato il pericolo di reiterazione e l'utilità di isolare l'indagato dall'ambiente illecito. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al pagamento di euro 3.000 alla Cassa delle Ammende.

Norme richiamate

  • Associazione per delinquere (art. 416 c.p.)

    La norma è stata ritenuta applicabile per la configurazione di un'associazione finalizzata a truffe e falsificazione di documenti; la Corte ha dato rilievo all'organizzazione, alla ripetizione delle condotte e al ruolo di promotore/organizzatore come elementi probatori del dolo.

  • Misure cautelari (disciplinate dal codice di procedura penale, artt. sul provvedimento cautelare)

    La giustificazione della misura (arresti domiciliari) è stata basata sul pericolo di reiterazione e sulla necessità di impedire contatti con l'ambiente criminoso; la Corte ha ritenuto corretta la valutazione del Tribunale sull'esigenza cautelare, anche in presenza di indizi di prosecuzione dell'attività illecita dopo l'avvio delle indagini.

Massime di principio

  • In materia di gravità indiziaria il giudice valuta nel merito elementi concreti (intercettazioni, dialoghi, comunicazioni) e non basta la semplice negazione del soggetto; l'onere difensivo è di contestare specificamente la valutazione probatoria.
  • La diversa posizione processuale di altri coindagati non comporta automaticamente l'analoga soluzione per il singolo: vanno comparate le condotte, il ruolo e le prove specifiche a carico di ciascuno.
  • Per ottenere la revoca o il riesame di una misura cautelare è necessario fornire elementi concreti e aggiornati che dimostrino la cessazione del pericolo di reiterazione (es. prova di cessati contatti con la rete illecita, documentazione incontrovertibile di disimpegno).
  • I rimedi in Cassazione che si limitano a proporre una rivalutazione dei fatti o chiedono un giudizio di merito alternativo senza cogliere vizi formali o di diritto sono frequentemente dichiarati inammissibili o infondati.
  • La prova del dolo si può desumere dalla ripetizione e dall'organizzazione delle condotte, nonché da dialoghi e comunicazioni che dimostrino la consapevolezza del carattere fraudolento dell'iniziativa.

Testo integrale

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