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Sentenza

Sentenza n. 783/2026 - Bologna, Sezione 1

Giustizia amministrativa202501093

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Emilia-Romagna - Bologna, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego di rinnovo del permesso di soggiorno e contestuale provvedimento di respingimento alla frontiera

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (cittadino straniero)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente, presente in Italia dal 2022 con la moglie e il figlio minore e titolare di un'attività lavorativa regolare, aveva chiesto il rinnovo del permesso di soggiorno. Il diniego, preannunciato ai sensi dell'art. 10-bis l. 241/1990, era fondato su un giudizio di pericolosità sociale derivante da una segnalazione della Questura di Brindisi del 2022, relativa a falsità materiale e favoreggiamento della permanenza di persona clandestina, e da una querela presentata dalla moglie presso la Questura di Forlì-Cesena per non meglio precisati fatti gravi. Il ricorrente ha dedotto l'illegittimità della valutazione di pericolosità, evidenziando di essere incensurato, che la segnalazione del 2022 non aveva dato luogo ad alcuna iscrizione nel registro degli indagati o ad avvio di un giudizio e che la denuncia della moglie aveva determinato soltanto un'iscrizione, senza che fossero precisati nel provvedimento i fatti posti a fondamento della valutazione. Il provvedimento di respingimento alla frontiera era stato adottato in conseguenza del diniego.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso e annullato il diniego di rinnovo del permesso di soggiorno e il contestuale respingimento alla frontiera, facendo salvi gli ulteriori provvedimenti eventualmente adottabili dall'Amministrazione. Il giudice ha recepito la valutazione già espressa dal Consiglio di Stato in sede cautelare, secondo cui gli elementi richiamati dall'Amministrazione non erano sufficienti a fondare il giudizio di pericolosità sociale: la segnalazione di polizia, risalente al 2022, non aveva condotto all'avvio di alcun giudizio, mentre la denuncia per fatti descritti soltanto genericamente come "fatti gravi" non consentiva di giustificare il diniego, a fronte dell'incensuratezza dell'interessato. L'annullamento non comporta il rilascio automatico del titolo, restando salva la riedizione del potere amministrativo. Le spese sono state compensate in ragione del contrastante esito delle fasi cautelari e di merito.

Norme richiamate

  • art. 10-bis l. 241/1990

    Il preavviso di rigetto è stato comunicato prima dell'adozione del diniego; il testo non attribuisce a tale disposizione uno specifico rilievo decisorio.

Massime di principio

  • Il giudizio di pericolosità sociale posto a fondamento del diniego o del mancato rinnovo di un permesso di soggiorno deve essere sorretto da elementi concreti, specifici e sufficienti, non potendo fondarsi soltanto su una risalente segnalazione di polizia che non abbia condotto all'avvio di un procedimento penale e su una denuncia indicata in termini generici.
  • La mera esistenza di una denuncia o di una querela, priva di una puntuale descrizione dei fatti e non accompagnata da ulteriori elementi concretamente indicativi della pericolosità dell'interessato, non è sufficiente, da sola, a giustificare il diniego del permesso di soggiorno.
  • L'annullamento del diniego di rinnovo del permesso di soggiorno per insufficienza degli elementi posti a fondamento della pericolosità sociale non determina automaticamente il rilascio del titolo, ma impone all'Amministrazione di riesercitare il potere nel rispetto dei rilievi conformativi della decisione.

Come è indicizzato

MateriePermesso di soggiornoPartecipazione al procedimento
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcedimento amministrativo
SottomaterieDiniego e revoca per precedenti penali
IstitutiDifetto di istruttoriaDifetto di motivazioneDiscrezionalità amministrativa e tecnicaEffetto conformativo e riedizione del potere

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