Cassazione Penale, Sentenza n. 10317/2024 del 12/03/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa Corte di Cassazione ha ritenuto il motivo fondato. Ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata limitatamente al reato di cui all'art. 493-ter c.p., perché estinto per prescrizione, eliminando la pena relativa (due mesi di reclusione) e rideterminando la pena finale nel complesso in due anni di reclusione e 300 euro di multa. Ha dichiarato inammissibile il ricorso per il resto.
Esito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Il ricorrente deduce la violazione di legge per mancata declaratoria di estinzione, per prescrizione, del reato satellite di "indebito utilizzo di carta di credito" (art. 493-ter c.p.). Sostiene che il termine di prescrizione si è effettivamente maturato prima della pronuncia della sentenza impugnata (20/10/2021) e che il giudice di merito non ha dichiarato l'estinzione per prescrizione.
Norme richiamate
È richiamata la memoria difensiva depositata ai sensi dell'art. 611; qui indica la partecipazione del difensore nel procedimento di cassazione.
art. 606, comma 1, lett. b), cod. proc. pen.
La Corte conferma che è ammissibile in Cassazione un motivo unico che deduca l'intervenuta estinzione del reato per prescrizione, ritenendo tale doglianza rientrante nelle fattispecie consentite dall'art. 606.
art. 620, comma 1, lett. I), cod. proc. pen.
come modificato dalla legge 23 giugno 2017, n. 103
Secondo l'orientamento citato, quando un reato satellite è estinto per prescrizione la Cassazione deve eliminare la porzione di pena che era stata inflitta in aumento per il reato estinto e rideterminare la pena complessiva (capacità di sostituire la decisione del merito senza rinvio limitatamente alla parte estinta).
legge 23 giugno 2017, n. 103
La modifica normativa citata ha inciso sull'art. 620 c.p.p. attribuendo alla Cassazione il potere di eliminare la parte di pena riferibile al reato estinto e di rideterminare la pena complessiva.
Identifica il reato satellite contestato (indebito utilizzo di carta di credito) che la Corte ha dichiarato estinto per prescrizione nel caso di specie.
Massime di principio
- La prescrizione sopravvenuta rispetto alla data della sentenza impugnata può essere dedotta in Cassazione anche come unico motivo di ricorso; tale doglianza è ammissibile ex art. 606 c.p.p.
- Se la prescrizione ha interessato uno dei reati a titolo satellite, la Corte di Cassazione può annullare senza rinvio la parte della decisione relativa al reato estinto e eliminare la porzione di pena ad essa riferibile, rideterminando la pena complessiva ai sensi dell'art. 620 c.p.p. così come modificato.
- L'annullamento limitato alla fattispecie estinta non comporta necessariamente la rimessione del procedimento al giudice di merito: la Cassazione può eseguire direttamente la correzione della pena quando è possibile determinare l'effetto della eliminazione del reato prescritto sulla pena complessiva.
- In casi simili è fondamentale valutare con attenzione i termini di prescrizione e le date rilevanti (data di maturazione della prescrizione rispetto alla data della sentenza impugnata), perché la declaratoria di prescrizione si basa su questi calcoli temporali.
- La declaratoria di prescrizione di un solo capo non determina l'automatica estinzione degli altri reati: l'effetto riguarda solo la parte di pena imputabile al reato prescritto e la conseguente ricalcolazione della pena complessiva.
- Chi intende ottenere la declaratoria di prescrizione dovrebbe proporre tempestivamente il motivo e documentare la maturazione dei termini; tuttavia, la giurisprudenza ammette la deduzione della prescrizione anche in sede di cassazione sotto le condizioni indicate dalla norma.
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