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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 5361/2023 del 21/02/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Controversia sulla legittimazione passiva per il rimborso di somme erogate dal concessionario a titolo di indennità di esproprio: questione interpretativa dell'art. 3, comma 3, del d.P.C.M. 21 febbraio 2001 (nella formulazione risultante dal d.P.C.M. 21 settembre 2001) e raccordo con l'art. 101 del d.lgs. 31 marzo 1998, n.112. CO.GE.RI. sosteneva che soltanto il contenzioso instaurato antecedentemente al 31.12.2000 rimanesse a carico di ANAS (quindi la Regione non sarebbe legittimata passivamente), e alternativamente deduceva che la pretesa riguardasse obblighi convenzionali di rimborso (art. 20 n.3 della Convenzione di concessione del 1.9.1982) e non i beni trasferiti.

La decisione

La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso. Ha confermato che il termine del 31.12.2000 si riferisce ai fatti e agli atti relativi ai beni trasferiti (cioè gli elementi che hanno dato origine al diritto), non alla sola data di instaurazione del contenzioso; pertanto, se i fatti/atti sono anteriori al termine, la titolarità passiva resta in capo ad ANAS anche se la causa è stata promossa dopo il trasferimento dei beni. La censura contraria del ricorrente è stata giudicata in parte infondata e in parte inammissibile (nuove questioni non dedotte in giudizio di merito). Il ricorso è respinto, le spese sono compensate e viene dichiarata la possibile maggiorazione (raddoppio) del contributo unificato a carico del ricorrente ove dovuto.

Norme richiamate

  • d.P.C.M. 21 febbraio 2001, art. 3, comma 3

    Resta altresì di competenza ed a carico del medesimo ente il contenzioso instaurato per fatti ed atti antecedenti alla scadenza di cui sopra, relativamente ai beni trasferiti

    La Corte interpreta il comma nel senso che il riferimento al termine del 31.12.2000 qualifica l'antecedenza dei fatti e degli atti relativi ai beni trasferiti (ossia l'epoca dei presupposti sostanziali), non l'epoca di instaurazione del contenzioso; quindi ANAS resta legittimata passiva quando i fatti/atti siano anteriori a quella data anche se la causa è promossa successivamente.

  • d.P.C.M. 21 settembre 2001

    Richiamato come testo di modifica/integrazione al d.P.C.M. 21/2/2001; la lettura della Corte si applica al testo risultato da tale aggiornamento.

  • d.lgs. 31 marzo 1998, n. 112, art. 101, comma 1

    Norma quadro sul trasferimento di funzioni e beni a Regioni/Enti locali; usata nel contesto per individuare il perimetro degli effetti del trasferimento e per collegare la disciplina regolamentare che regola la competenza e la legittimazione passiva.

  • art. 12 preleggi (regole di interpretazione della legge)

    Richiamato per sostenere il primato dell'interpretazione letterale e sistematica nell'individuare il significato delle norme regolamentari qui applicate.

  • art. 1362 c.c.

    Citato dal ricorrente in relazione all'interpretazione della clausola convenzionale; tuttavia la Corte ha dichiarato inammissibile la denuncia contrattuale per novità non trattata in grado di merito, quindi nessuna interpretazione sostanziale è stata data dalla Cassazione su questo punto.

  • art. 1363 c.c.

    Vedi art. 1362 c.c.; richiamato dal ricorrente ma non esaminato in Cassazione per inammissibilità della questione nuova.

  • art. 378 cod. proc. civ.

    Norma procedurale richiamata per la memoria depositata dal ricorrente; la Corte ha preso atto della memoria ex art. 378 ma non ha ritenuto fondata la richiesta di rimessione alle Sezioni Unite.

  • art. 348-ter, comma 5, cod. proc. civ.

    Menziomento processuale relativo alla preclusione; la questione non ha rilevanza ai fini della cassazione come rilevato dalla sentenza impugnata.

  • art. 112 cod. proc. civ.

    Richiamato in relazione all'obbligo del giudice di pronunciare su ogni questione dedotta; la Corte osserva però che l'omessa pronuncia non è sempre vizio quando la decisione implica un rigetto implicito della pretesa non esaminata.

  • art. 360, comma 1, n. 5, cod. proc. civ.

    Citato come possibile vizio sull'omesso esame di documenti; tuttavia la denuncia autonoma non è stata sviluppata e quindi non ha formato oggetto di autonoma censura in Cassazione.

  • d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1-quater

    Norma sul contributo unificato: la Corte dichiara sussistenti i presupposti per la maggiorazione (raddoppio) a carico del ricorrente ove dovuto.

Massime di principio

  • Quando norme di trasferimento di beni o funzioni prevedono un termine (es. 31.12.2000) per mantenere la competenza di un ente, il termine va ricondotto all'antecedenza dei fatti e degli atti relativi ai beni trasferiti, non alla sola data di instaurazione del contenzioso.
  • Se la pretesa si fonda su fatti/atti anteriori al termine normativo, la titolarità passiva può rimanere in capo al soggetto precedente (qui ANAS) anche se l'azione è promossa dopo il trasferimento.
  • Questioni nuove non dedotte e discusse in grado di merito sono inammissibili in Cassazione; la Corte esercita sindacato solo su quanto è stato trattato nei precedenti gradi.
  • L'omessa pronuncia è vizio riconoscibile solo se il provvedimento omesso era indispensabile per la soluzione; la pronuncia implicita di rigetto è possibile quando la decisione è logicamente incompatibile con l'accoglimento della questione non esplicitamente esaminata.
  • Nell'interpretazione di disposizioni regolamentari collegate a norme primarie, prevale l'interpretazione letterale e sistematica (art.12 preleggi); ricostruzioni che scompongono e ricompongono il testo in modo da alterarne la connessione logica sono destinate a essere rigettate.

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