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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 5329/2023 del 21/02/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Recupero dell'IVA sull'operazione consistente nei pagamenti effettuati dal gestore del servizio idrico (Aqualatina S.p.A.) inerenti le rate dei mutui residui accesi dal Comune sulle infrastrutture trasferite in uso: la questione è se tali pagamenti costituiscano un corrispettivo soggetto a IVA o una mera cessione di denaro fuori campo IVA. Il Comune sosteneva la natura non corrispettiva (accollamento interno/cessione gratuita) mentre l'Agenzia riteneva che la Convenzione del 2002 prevedeva un corrispettivo commisurato al debito residuo e pagamenti regolamentati secondo piano pluriennale, quindi imponibili ai fini IVA.

La decisione

La Corte di cassazione ha accolto il ricorso dell'Agenzia, ha cassato la sentenza della Commissione Tributaria Regionale del Lazio che aveva escluso la natura di corrispettivo e ha rinviato la causa alla CTR di secondo grado del Lazio per ulteriore esame, con condanna alle spese. La Corte ha ritenuto che, anche alla luce del diritto dell'Unione e della giurisprudenza comunitaria e di legittimità, l'obbligazione del gestore di pagare le rate dei mutui in cambio del diritto d'uso integra un corrispettivo per una prestazione di servizi imponibile ai fini IVA.

Norme richiamate

  • D.P.R. 26 ottobre 1972 n. 633 (artt. 3, 4, 13)

    Richiamate come disciplina nazionale dell'IVA: gli articoli definiscono il campo di applicazione dell'imposta e i presupposti soggettivi e oggettivi. La Corte le applica coerentemente con i principi comunitari per determinare l'assoggettabilità delle operazioni a titolo oneroso.

  • Legge n. 36/1994 (art. 12)

    "1. Le opere, gli impianti e le canalizzazioni ... sono affidati in concessione al soggetto gestore del servizio idrico integrato, il quale ne assume i relativi oneri nei termini previsti dalla convenzione ... 2. Le immobilizzazioni, le attività e le passività relative ... ivi compresi gli oneri relativi all'ammortamento dei mutui, sono trasferite al soggetto gestore del servizio idrico integrato."

    La legge Galli non impone la gratuità della concessione e rinvia all'autonomia contrattuale ('salvo diverse disposizioni della convenzione'): quindi la Convenzione del 2002, che prevede assunzione di oneri e corresponsione commisurata al debito residuo, è compatibile e rilevante per valutare la natura onerosa dell'operazione.

  • D.Lgs. 3 aprile 2006 n. 152 (art. 153)

    "le infrastrutture idriche di proprietà degli enti locali ... sono affidate in concessione d'uso gratuito, per tutta la durata della gestione, al gestore del servizio idrico integrato.."

    La disposizione introdotta successivamente prevede la gratuità della concessione d'uso, ma la Corte osserva che per rapporti e convenzioni anteriori (come la Convenzione 2002) rilevano gli accordi pattizi e la sostanza economica: la mera previsione normativa di gratuità non annulla la valutazione dell'effettivo scambio economico previsto dalla convenzione.

  • Direttiva 2006/112/CE (art. 13 e allegato 1, ex Sesta Direttiva art. 4 e allegato D)

    Principio comunitario secondo cui enti pubblici non sono soggetti passivi quando agiscono come autorità pubbliche, salvo che le attività rientrino nell'allegato (es. fornitura di acqua) o il non assoggettamento provochi distorsioni di concorrenza. La Corte sottolinea la presunzione di imponibilità per le attività contemplate dall'allegato (erogazione acqua) anche se svolte da enti pubblici.

  • Giurisprudenza CJEU (es. C-442/05 Finanzamt Oschatz; C-174/00 Kennemer Golf; C-520/14 Gemeente Borsele; C-653/11 HMRC; C-283/12 Serebryannay vek)

    Richiamate le pronunce che chiariscono i criteri per individuare attività economica e corrispettivo imponibile: valutazione della sostanza economica, 'nexus' diretto tra prestazione e corrispettivo, principio che tutto ciò che è ricevuto come corrispettivo rientra nella base imponibile, e che rapporti privatistici posti tra ente pubblico e gestore possono integrare attività economica soggetta a IVA.

Massime di principio

  • Se una convenzione tra ente locale e gestore prevede esplicitamente che il gestore paghi somme commisurate al debito residuo dei mutui in cambio del diritto d'uso delle infrastrutture, quel versamento configura un corrispettivo per una prestazione di servizi e va considerato ai fini IVA.
  • La qualificazione civilistica (ad esempio 'accollamento interno' o la dicitura 'cessione in denaro') non esclude automaticamente la rilevanza IVA: conta la sostanza economica e il nesso sinallagmatico tra utilizzo del bene e pagamento.
  • Le attività connesse all'erogazione dell'acqua rientrano tra quelle per le quali gli enti pubblici possono essere considerati soggetti passivi ai fini IVA (presunzione di imponibilità prevista dall'allegato della direttiva), anche se l'ente non eroga direttamente il servizio ma concede infrastrutture a un gestore.
  • Una norma successiva che prevede la gratuità della concessione (es. art.153 d.lgs. 152/2006) non preclude l'esame della natura onerosa di operazioni regolate da convenzioni antecedenti o dalla sostanza economica dell'accordo: occorre verificare il contenuto effettivo dello scambio.
  • Per valutare la rilevanza ai fini IVA occorre analizzare il contratto (convenzione), l'effettiva destinazione dei pagamenti (es.: inserimento nei costi tariffari), e l'esistenza di un nesso diretto tra il servizio/cesso d'uso e il corrispettivo.

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