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Cassazione Penale, Ordinanza n. 22202/2026 del 16/06/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (amministrazione penitenziaria)

La controversia

Il detenuto ha proposto ricorso per cassazione contro l'ordinanza del Tribunale di sorveglianza di Torino che, decidendo sul reclamo avverso il provvedimento di trattenimento della corrispondenza in uscita indirizzata al figlio, ha confermato la mancata consegna della missiva. Il ricorso investiva, in sostanza, la legittimità del trattenimento della corrispondenza e la sufficienza della motivazione posta a base della decisione, contestando implicitamente che il contenuto della lettera potesse ritenersi pericoloso o rivelatore di messaggi non consentiti. La Corte richiama il principio secondo cui la mancata consegna o il mancato inoltro della corrispondenza del detenuto richiede una motivazione, sia pure sintetica, fondata su elementi concreti che facciano ragionevolmente dubitare che il contenuto effettivo della missiva sia quello apparente o che il testo rechi informazioni idonee a consentire al detenuto di mantenere contatti con dinamiche criminali del territorio o di verificare ordini all'esterno. Nel caso concreto, la Corte ritiene che il giudice di merito abbia assolto tale onere, avendo esaminato la lettera e individuato come parte pericolosa il passaggio in cui si faceva riferimento al piacere per il fatto che il figlio indossasse un capo di abbigliamento appartenuto al detenuto, elemento interpretato come possibile simbolo di passaggio di consegne nell'ambito del gruppo criminale di appartenenza.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto adeguatamente motivata la decisione del tribunale di sorveglianza, osservando che il giudice aveva preso visione della missiva e aveva specificato il segmento testuale considerato pericoloso, desumendone un possibile significato allusivo in chiave criminale. Conseguentemente, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende, in ragione dei profili di colpa connessi all'irritualità dell'impugnazione.

Norme richiamate

  • art. 385 c.p.p.

    non è citato nel testo

  • art. 186 Corte cost. 2000

    richiamata per giustificare la condanna al pagamento di una somma in favore della Cassa delle ammende in caso di colpa nel proporre impugnazione inammissibile

  • art. 616 c.p.p.

    non è espressamente indicato nel testo, ma il provvedimento finale è conforme alla disciplina della condanna alle spese e alla Cassa delle ammende in caso di inammissibilità

Massime di principio

  • La mancata consegna o il trattenimento della corrispondenza del detenuto è legittimo solo se sorretto da una motivazione, anche sintetica, basata su elementi concreti che rendano ragionevole il dubbio circa il contenuto effettivo della missiva o la sua idoneità a veicolare messaggi illeciti o pericolosi.
  • Nel controllo di legittimità sul trattenimento della corrispondenza, è sufficiente che il giudice di merito abbia esaminato il testo e individui specifici passaggi ritenuti ambigui o allusivi, purché il relativo apprezzamento sia concretamente argomentato.
  • Se il ricorso contro il provvedimento di sorveglianza non supera il vaglio di legittimità e risulta inammissibile, il ricorrente può essere condannato alle spese processuali e al versamento di una somma alla Cassa delle ammende per colpa nell'impugnazione.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioni
RamiProcesso penaleEsecuzione penale
IstitutiInutilizzabilità della prova

Testo integrale

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