Cassazione Penale, Sentenza n. 4901/2022 del 10/02/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa Corte di Cassazione ha annullato la sentenza impugnata e ha disposto il rinvio per nuovo esame alla Corte d'appello di Reggio Calabria. La decisione si fonda su vizi di motivazione e sulla mancata verifica degli elementi costitutivi del reato (natura del negozio e dolo), pertanto la pronuncia di merito e' stata cassata per consentire una nuova valutazione di merito.
Esito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Panarello ha impugnato la sentenza d'appello che aveva riqualificato il fatto come appropriazione indebita e confermato la condanna al risarcimento in favore di Giovanni Tracuzzi. Il ricorso denunciava vizi di motivazione e violazione di legge, sostenendo che una scrittura privata sottoscritta da Tracuzzi, con la quale 'lasciava tutti i suoi averi', legittimava la sua disponibilita' del carretto siciliano e dunque escludeva il reato. La Corte di Cassazione ha ritenuto fondato il ricorso: la Corte territoriale non ha adeguatamente esaminato la natura del negozio (se inter vivos o destinato a produrre effetti dopo la morte), non ha verificato l'esistenza di un intento di liberalita' e non ha esplorato la consapevolezza dell'imputata circa l'origine altrui dei beni e il dolo di perseguire un ingiusto profitto.
Norme richiamate
appropriazione indebita (art. 646 c.p.)
La fattispecie e' quella considerata dai giudici di merito; la Cassazione richiama la necessita' di accertare non solo l'evento materiale ma anche il dolo specifico (consapevolezza di disporre di beni altrui e intento di profitto ingiusto).
giurisprudenza citata (Sez. 2, n. 27023 del 27/03/2012, Schembri, Rv. 253411 - 0)
Richiamata come indirizzo interpretativo sul tipo di dolo richiesto dall'articolazione della fattispecie; la Cassazione la utilizza per sottolineare l'obbligo di verificare la consapevolezza dell'imputata.
Massime di principio
- Quando e' in gioco una scrittura privata che dichiara la 'cesione' o la 'dolazione' di beni, il giudice deve accertare la natura del negozio: se inter vivos o destinato a produrre effetti solo dopo la morte; la qualificazione incide sulla sussistenza del reato.
- Non tutti gli atti a titolo gratuito costituiscono automaticamente donazione: occorre verificare l'intento di liberalita' dell'autore dell'atto.
- Per il reato di appropriazione indebita e' necessario accertare il dolo specifico, ossia la consapevolezza dell'imputato di disporre di beni altrui e la volonta' di trarre un ingiusto profitto; il semplice comportamento successivo della parte offesa non prova automaticamente tale consapevolezza.
- La motivazione dei giudici di merito deve esporre le ragioni che hanno indotto l'autore del negozio e le conclusioni su volontà e validita' dell'atto; non e' sufficiente un'affermazione generica o 'perplessa' sul contenuto del documento.
- In presenza di dubbi rilevanti sulla natura dell'atto o sul dolo, la decisione penale deve rispettare il principio del beneficio del dubbio e, se necessario, disporre ulteriori accertamenti o rinviare la valutazione in grado di merito.
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