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Cassazione Penale, Ordinanza n. 10840/2025 del 18/03/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

Il ricorso è stato proposto nell'interesse dell'imputato contro la sentenza della Corte d'appello che aveva confermato la condanna per favoreggiamento personale in relazione all'aiuto prestato a un conoscente autore di lesioni aggravate commesse ai danni di un terzo all'interno di un locale. Il ricorrente ha censurato la valutazione dei filmati della videosorveglianza e, più in generale, la ricostruzione del fatto operata dai giudici di merito, sostenendo profili di difetto visivo e travisamento delle emergenze processuali. Ha inoltre dedotto questioni sul reato presupposto, sull'applicabilità dell'esimente di cui all'art. 384 c.p. e della causa di non punibilità di cui all'art. 131-bis c.p., nonché sul trattamento sanzionatorio.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che i motivi fossero meri dissensi in fatto, non deducibili in sede di legittimità, e comunque ripropositivi di questioni già esaminate e disattese in appello con argomentazioni logico-giuridiche congrue. Ha inoltre richiamato il principio secondo cui il favoreggiamento personale è un reato di pericolo e resta configurabile quando la condotta frapponga anche solo un ostacolo limitato o temporaneo alle indagini, essendo irrilevante l'eventuale dubbio sull'autore del reato presupposto una volta accertato il fatto materiale. Conseguentemente ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 384 c.p.

    L'esimente è stata ritenuta non applicabile per mancanza dei presupposti, in particolare per l'assenza di rapporti di parentela con l'autore del reato presupposto.

  • art. 131-bis c.p.

    La causa di non punibilità è stata esclusa dai giudici di merito e la Cassazione ha ritenuto la relativa motivazione immune da censure deducibili in legittimità.

  • favoreggiamento personale (art. 378 c.p.)

    "in un'attività che abbia frapposto un ostacolo, anche se limitato o temporaneo, allo svolgimento delle indagini"

    Il delitto è qualificato come reato di pericolo; è sufficiente una condotta che alteri negativamente il contesto investigativo, anche senza impedire definitivamente le indagini.

Massime di principio

  • Il favoreggiamento personale è un reato di pericolo e si configura quando la condotta dell'agente frappone anche un ostacolo solo temporaneo o limitato alle indagini o alle ricerche dell'autorità procedente.
  • Ai fini della punibilità per favoreggiamento personale, una volta accertato il fatto materiale integrante il reato presupposto, non rileva il dubbio sulla concreta individuazione dell'autore del reato presupposto né l'eventuale successiva archiviazione di quel procedimento.
  • In sede di legittimità non sono ammissibili censure che si risolvano in una mera rivalutazione del fatto o delle prove, se la sentenza di merito ha esaminato specificamente le emergenze istruttorie e ha fornito una motivazione congrua e logico-giuridicamente corretta.
  • L'esimente prevista dall'art. 384 c.p. richiede il rigoroso ricorrere dei presupposti normativi e non può essere riconosciuta in assenza degli elementi richiesti dalla fattispecie.
  • La causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto può essere esclusa con motivazione coerente quando la gravità del fatto e il contesto concreto ne rendano incompatibile l'applicazione.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniFavoreggiamento personale
RamiProcesso penaleReati contro l'amministrazione della giustizia
IstitutiInutilizzabilità della prova

Testo integrale

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