Cassazione Penale, Sentenza n. 41343/2023 del 11/10/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte d'appello di Bologna del 20/04/2022. In primo luogo il ricorrente censurava l'applicazione indistinta dell'aggravante di cui all'art. 219 comma 1 legge fallimentare a molteplici ipotesi di bancarotta (anche per somme esigue) e la conseguente omissione della declaratoria di prescrizione per quelle fattispecie non aggravate; tale censura era stata sollevata tardivamente in sede di rinvio. In secondo luogo proponeva questione di legittimità costituzionale dell'art. 344-bis c.p.p. e dell'art. 2 legge n. 134/2021 per la non applicabilità retroattiva dell'istituto dell'improcedibilità ai reati commessi anteriormente al 10/01/2020.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Il primo motivo è stato ritenuto inammissibile perché introdotto tardivamente in sede di rinvio (memoria pervenuta il 14/04/2022) e non devoluto alla cognizione della Corte d'appello; inoltre il ricorso non ha confutato la motivazione della Corte territoriale. Il secondo motivo è stato dichiarato manifestamente infondato: la disciplina dell'art. 344-bis c.p.p. non trova applicazione ai reati commessi anteriormente al 10/01/2020, scelta ritenuta legittima e coerente con la riforma della sospensione della prescrizione. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali, al versamento di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende e alla rifusione delle spese di rappresentanza e difesa della parte civile nella misura liquidata in dispositivo.
Norme richiamate
La rinuncia al mandato difensivo impone, ove l'imputato non nomini un nuovo difensore di fiducia, la nomina di un difensore d'ufficio; la designazione temporanea in udienza è ammessa solo per impedimenti transitori del difensore.
art. 107 e art. 108 cod. proc. pen.
Richiamati nell'ambito della disciplina sulle forme di assistenza e sostituzione del difensore; utilizzati per valutare la legittimità della rappresentanza dell'imputato in udienza.
art. 219 legge fallimentare (commi 1 e 2)
La Corte territoriale aveva applicato l'aggravante del comma 1 per determinati fatti di bancarotta patrimoniale; la Cassazione rileva che questioni sulla qualificazione e sull'aggravante devono essere tempestivamente dedotte e che motivi nuovi introdotti in sede di rinvio sono inammissibili.
Richiamato in relazione alle pene accessorie e alla loro rideterminazione secondo quanto disposto dalla Corte territoriale in ottemperanza alla pronuncia della Corte Costituzionale n. 222/2018.
art. 585 e art. 581 cod. proc. pen.
Principio generale che vieta l'introduzione di motivi nuovi in appello; i motivi nuovi sono ammissibili solo se riguardano capi o punti già indicati nell'atto originario di gravame.
La norma che disciplina l'improcedibilità per superamento dei termini di durata dei giudizi di impugnazione è stata interpretata dalla Cassazione e dalla giurisprudenza consolidata come applicabile solo ai reati commessi dal 10/01/2020 in poi; la limitazione cronologica è una scelta legislativa ragionevole.
Richiamata nella censura di incostituzionalità; la Corte ha ritenuto infondata la questione relativa alla mancata applicazione retroattiva rispetto a fatti anteriori al 10/01/2020.
Riforma sulla sospensione del termine di prescrizione nei giudizi di impugnazione, la cui applicabilità è stata anch'essa limitata ai reati commessi dal 10/01/2020 e giustifica la graduale introduzione di ulteriori rimedi processuali.
Costituzione (artt. 3, 24, 25, 27, 111) e CEDU (artt. 6 e 7)
Richiamate nella questione di legittimità costituzionale; la Corte ha ritenuto che l'eventuale disparità di trattamento cronologico non integri violazione costituzionale o convenzionale, essendo una scelta discrezionale del legislatore rientrante nella ragionevolezza.
Massime di principio
- Non è possibile introdurre in sede di rinvio o in cassazione motivi nuovi che non siano stati dedotti nell'atto originario di gravame; tali eccezioni saranno dichiarate inammissibili.
- La rinuncia al mandato da parte del difensore di fiducia obbliga il giudice ad assegnare un difensore d'ufficio se l'imputato non provvede a nominare un nuovo avvocato; la sostituzione temporanea in udienza è ammessa solo per impedimenti transitori.
- L'aggravante di cui all'art. 219 legge fallimentare deve essere valutata caso per caso e, se si intende contestarne l'applicazione selettiva o la sua incidenza sulla prescrizione, tale doglianza deve essere tempestivamente proposta nell'atto di impugnazione.
- Le norme processuali che introducono cause di improcedibilità con efficacia temporale (es. art. 344-bis c.p.p.) possono essere deliberate dal legislatore con effetto non retroattivo; la giurisprudenza consolidata ammette limitazioni cronologiche quando la riforma richiede una graduale entrata in funzione.
- Il rigetto o l'inammissibilità del ricorso può comportare la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali, all'obolo alla Cassa delle ammende e alla rifusione delle spese della parte civile, salvo che risulti l'assenza di colpa.
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