Sentenza del 10/10/2022 n. 241 - Corte di giustizia tributaria di primo grado di Parma
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
Prevale il privato
La controversia
L'Agenzia ha emesso avviso di accertamento recuperando a tassazione importo relativo all'agevolazione ACE per aver escluso dall'incremento del capitale proprio l'apporto derivante dalla rinuncia al credito da parte di un socio per €2.000.000,00. L'Ufficio ha ritenuto che la rinuncia riguardasse un credito di natura commerciale e, sulla base della circolare n.21/E/2015, non fosse rilevante ai fini ACE. La società ha contestato affermando che la rinuncia era incondizionata e che, per la modifica dell'OIC 28, la rinuncia formalizzata e contabilizzata come apporto patrimoniale deve essere considerata ai fini ACE; ha anche eccepito che l'Ufficio non ha dimostrato elusività e ha contestato le sanzioni per carenza dell'elemento soggettivo.
La decisione
Il Giudice ha accolto il ricorso, annullando l'avviso di accertamento n. THL03B600371/2020. Il Collegio ha ritenuto che la circolare 2015 dell'Agenzia sia superata alla luce della modifica del principio contabile OIC 28 (2014) che stabilisce che la rinuncia formale del socio al credito, finalizzata al rafforzamento patrimoniale e iscritta nel patrimonio netto, è trattata come apporto di patrimonio e quindi rileva ai fini ACE, indipendentemente dall'origine "finanziaria" o "commerciale" del credito. Per le questioni complesse e eccezionali, sono compensate le spese processuali.
Norme richiamate
art. 1 D.L. n.201/2011 (conv. L. n.214/2011)
ai fini della determinazione del reddito complessivo netto dichiarato dalle società è ammesso in deduzione un importo corrispondente al rendimento nozionale del nuovo capitale proprio
Disciplina istitutiva dell'agevolazione ACE: l'incremento del capitale proprio dà luogo a una deduzione rappresentata dal rendimento nozionale del nuovo capitale proprio.
Decreto MEF 14 marzo 2012, art. 5
rilevano come elementi positivi della variazione del capitale proprio a) i conferimenti in denaro versati dai soci" e "si considera conferimento in denaro la rinuncia incondizionata dei soci al diritto alla restituzione dei crediti verso la società"; "gli incrementi derivanti dalla rinuncia ai crediti (sono rilevanti) dalla data dell'atto di rinuncia
Il decreto di attuazione considera espressamente rilevanti, ai fini della variazione del capitale proprio, anche le rinunce incondizionate dei soci ai crediti, con efficacia dalla data dell'atto di rinuncia.
Circolare Agenzia delle Entrate n.21/E/2015
si ritiene che l'apporto che origina dalla rinuncia ai crediti rileva, ai fini ACE, solo nell'ipotesi in cui il credito rinunciato deriva da un precedente finanziamento in denaro
Interpretazione amministrativa restrittiva che richiede l'origine "finanziaria" del credito perché la rinuncia sia rilevante ai fini ACE; il Collegio ha ritenuto tale circolare superata rispetto al nuovo orientamento contabile.
OIC 28 (principio contabile), modifica 2014
la rinuncia di un qualunque credito da parte del socio è trattata contabilmente alla stregua di un apporto di patrimonio
Con la modifica del principio contabile, la rinuncia formale del socio al credito finalizzata alla patrimonializzazione deve essere iscritta nel patrimonio netto come riserva di capitale e considerata apporto, senza distinzione sull'origine del credito.
Circolare Agenzia delle Entrate n.12/E/2014
Citata come precedente interpretazione coerente con la versione precedente dell'OIC 28 che riteneva rilevanti solo le rinunce di crediti di natura finanziaria; richiamata per evidenziare il mutamento di orientamento rispetto al 2015.
art. 15, comma 2, d.lgs. 546/1992
Consentito al Giudice, per gravi e eccezionali ragioni (es. complessità della materia), disporre la compensazione delle spese tra le parti; qui applicata per compensare le spese.
Massime di principio
- La rinuncia formale e incondizionata di un socio a un credito, quando sia esplicitamente finalizzata al rafforzamento patrimoniale e contabilmente iscritta nel patrimonio netto, deve essere trattata come apporto di capitale e rileva ai fini ACE, indipendentemente dall'origine 'commerciale' o 'finanziaria' del credito.
- Le circolari dell'Amministrazione finanziaria non possono prevalere sulle regole contabili aggiornate; il mutamento del principio contabile (OIC 28) può incidere sull'interpretazione fiscale dell'ACE.
- Se l'Amministrazione contesta l'inclusione di tali apporto nell'ACE evocando elusività, grava sull'Ufficio l'onere di dimostrare il carattere elusivo dell'operazione.
- Quando la rinuncia è formalizzata con atto e registrata in bilancio come riserva di capitale, l'efficacia ai fini fiscali decorre dalla data dell'atto di rinuncia (coerente con l'art.5 del DM attuativo).
- In caso di questioni giuridiche complesse e non pacifiche, il Giudice può compensare le spese processuali.
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