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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 13479/2023 del 30/03/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

La ricorrente aveva pubblicato sulla propria bacheca Facebook uno scritto criticando l'operato dell'amministrazione comunale e il sindaco Mastromauro, utilizzando epiteti quali "scimmia" e "macaco ballerino" e accusando genericamente gli amministratori di "ruberie". In appello la Corte d'appello di L'Aquila aveva ritenuto, ai soli effetti civili, che tali espressioni superassero i limiti del diritto di critica politica e avessero offeso l'onore e la reputazione della persona offesa, liquidando danni e spese. La ricorrente ha impugnato in Cassazione sostenendo la tutela costituzionale della libertà di manifestazione del pensiero e l'operatività della scriminante dell'esercizio del diritto di critica politica, lamentando che la Corte d'appello non avrebbe adeguatamente considerato il contesto politico della discussione e avrebbe erroneamente ritenuto diffamatorie alcune frasi.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha respinto l'eccezione di tardività del ricorso rilevando la tempestività della presentazione ai sensi dell'art. 582 comma 2 c.p.p., ma ha ritenuto comunque fondata la valutazione della Corte d'appello secondo cui alcune espressioni usate dalla ricorrente trascendevano i limiti della continenza consentita anche per la critica politica. In particolare gli epiteti denigratori e le accuse generiche di 'ruberie' riferite, nel contesto complessivo del post, alla persona offesa (allora vertice dell'amministrazione) sono state considerate idonee a ledere la dignità e la reputazione, restando pertanto al di fuori della scriminante. Conseguentemente è stato confermato l'esito favorevole alla parte civile (la sentenza d'appello che aveva disposto il risarcimento di euro 5.000 e la refusione delle spese di merito resta efficace) e la ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese processuali, al versamento di euro 3.000 alla cassa delle ammende e alla rifusione delle spese sostenute dalla parte civile nel grado di Cassazione, liquidate in euro 3.500, oltre accessori di legge.

Norme richiamate

  • Costituzione, art. 21

    Riconosciuta la libertà di manifestazione del pensiero quale fondamento del diritto di critica politica; tuttavia tale libertà trova limiti nel rispetto della dignità altrui e non legittima attacchi personali gratuiti

  • Codice di procedura penale, art. 582 comma 2

    Richiamato in relazione alla tempestività della presentazione del ricorso in Cassazione (data di deposito in cancelleria del tribunale rilevante ai fini della decorrenza)

  • Codice di procedura penale, art. 616

    Applicato per disporre le conseguenze dell'inammissibilità del ricorso, con condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento di una somma alla cassa delle ammende

  • Giurisprudenza della Corte EDU (principi richiamati)

    Richiamati i principi europei sulla libertà di espressione: alta tutela per le opinioni su questioni di interesse pubblico e distinzione tra fatti (provabili) e giudizi di valore; tuttavia anche i giudizi di valore devono avere sufficiente base fattuale e non tradursi in attacchi personali gratuiti

Massime di principio

  • Il diritto di critica politica è protetto, ma non autorizza insulti personali gratuiti: gli epiteti offensivi che colpiscono la dignità della persona esorbitano dalla scriminante
  • Occorre distinguere tra giudizi di valore (maggiore tutela, soprattutto su questioni di interesse pubblico) e accuse di fatto: le accuse di condotte illecite richiedono elementi specifici o rischiano di essere considerate diffamatorie se generiche
  • Il contesto di pubblicazione (es. post pubblico sui social) è rilevante: la maggiore diffusione e l'assenza di confronto diretto possono aggravare il carattere offensivo delle espressioni
  • Per invocare la scriminante della critica politica è preferibile ancorare le osservazioni a fatti concreti e verificabili o esprimere opinioni senza usare argomenti ad hominem
  • La valutazione del rispetto dei limiti della critica è rimessa al giudice di merito, che deve bilanciare la libertà di espressione con il diritto alla reputazione; le decisioni di merito ben motivate sono difficilmente smontabili in Cassazione
  • Nelle impugnazioni è importante prospettare questioni di diritto precise e ben fondate: ricorsi sommari o non incidenti sugli snodi giuridici rilevanti possono essere dichiarati inammissibili

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