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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 38342/2023 del 19/09/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso per cassazione affidato ad un unico motivo: violazione dell'art. 516 cod. proc. pen. Il Procuratore Generale deduce che, all'esito della rinnovazione istruttoria, sarebbe emerso non un ruolo esecutivo attribuito al Morello (come nell'imputazione originaria) ma un diverso fatto, consistente in un concorso morale. Chiede l'annullamento con rinvio delle decisioni di merito e la trasmissione degli atti al G.U.P. del Tribunale di Catanzaro affinché il P.M. possa modificare il capo di imputazione ai sensi dell'art. 516, comma 1, c.p.p.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per manifesta infondatezza e assenza di specificità. Ha confermato il percorso logico della Corte d'appello, che, dopo ampia rinnovazione istruttoria, ha ritenuto le dichiarazioni dei collaboratori contraddittorie ed eterogenee e non sufficienti a ricostruire in modo univoco né un ruolo materiale né un contributo morale significativo del Morello nell'omicidio. La Cassazione ha ritenuto che il ricorso non dimostri puntualmente l'emersione di un fatto diverso da quello originariamente contestato né offra la necessaria specificità richiesta per attivare la procedura dell'art. 516 c.p.p.; pertanto il ricorso è inammissibile e resta l'assoluzione pronunciata in sede di rinvio.

Norme richiamate

  • art. 516 cod. proc. pen.

    La norma, che disciplina la possibilità di modificare il capo di imputazione in seguito a nuove emergenze probatorie, è stata richiamata dal ricorrente per chiedere la rimessione al G.U.P. La Corte ha interpretato che l'art. 516 può operare solo se emergono fatti diversi e specifici rispetto a quelli originari e comunque adeguatamente dimostrati; nel caso concreto non sussisteva tale specificità.

  • art. 23, comma 8, d.l. 28/10/2020, n. 137, conv. con l. 18/12/2020, n. 176

    Norma richiamata esclusivamente in ordine alla trasmissione di una memoria del Sostituto Procuratore generale; il richiamo è di carattere procedurale e non risulta determinante ai fini della decisione di merito sulla fondatezza del ricorso.

Massime di principio

  • Quando le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia sono contraddittorie o eterogenee, il giudice può ritenere insufficiente la pretesa ricostruzione dei fatti e assolvere per non avere commesso il fatto.
  • L'art. 516 c.p.p. consente la modifica del capo di imputazione solo se emergono fatti diversi rispetto all'imputazione originaria e tali fatti sono esposti con precisione e adeguatamente documentati; mere affermazioni generiche non sono sufficienti.
  • In Cassazione non è consentita la rivalutazione libera del materiale probatorio: il ricorso deve essere specifico e dimostrare errori di diritto o di motivazione puntuali, non limitarsi a chiedere una diversa valutazione delle prove.
  • Le indicazioni generiche contenute nelle dichiarazioni (es. "condivisione del progetto" da parte di più soggetti) non provano di per sé la partecipazione morale di un determinato individuo senza riscontri o elementi di contesto che ne specifichino il contributo.
  • Il pubblico ministero, quando chiede la modifica dell'imputazione a seguito di nuovi elementi, deve indicare chiaramente quali nuovi fatti siano emersi e fornire elementi concreti che giustifichino la riqualificazione del reato.

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