Cassazione Penale, Sentenza n. 23989/2022 del 22/06/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Conflitto di competenza relativo all'individuazione del giudice dell'esecuzione per un'istanza di restituzione presentata dalla difesa di Carmine Beneventano. Il Tribunale di Napoli Nord aveva declinato la propria competenza ritenendo che la Corte d'Appello fosse giudice dell'esecuzione perché, a suo avviso, la sentenza di secondo grado aveva riformato la pronuncia di primo grado in punto di concessione delle attenuanti generiche. La Corte d'Appello ha sollevato il conflitto sostenendo invece che la sentenza di appello non aveva concesso le attenuanti generiche ma si era limitata a rideterminare la pena, sicché il giudice dell'esecuzione doveva restare il Tribunale di primo grado ai sensi dell'art. 665 c.2 c.p.p.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato competente il Tribunale di Napoli Nord. Ha ritenuto che la questione non fosse interpretativa della norma ma fattuale, e che dall'analisi del provvedimento di secondo grado (sentenza del 5 dicembre 2018 emessa ex art. 599-bis c.p.p. su accordo delle parti) non emergesse alcuna concessione delle attenuanti generiche: la motivazione non menziona le attenuanti e il dispositivo ridetermina la pena in anni 6 mesi 2 di reclusione ed euro 4.000 di multa, confermando peraltro l'aumento di pena per la recidiva. Pertanto il caso rientra nella fattispecie del comma 2, primo periodo, dell'art. 665 c.p.p. (la modifica ha riguardato solo la pena), e il giudice dell'esecuzione competente è il Tribunale di Napoli Nord. Gli atti sono stati trasmessi a quel Tribunale.
Norme richiamate
quando è stato proposto appello, se il provvedimento è stato confermato o riformato soltanto in relazione alla pena, alle misure di sicurezza o alle disposizioni civili, è competente il giudice di primo grado; altrimenti è competente il giudice di appello
La Corte ha applicato il criterio distinguendo se la riforma ha riguardato solo la quantificazione della pena (competenza del giudice di primo grado) o anche questioni diverse dalla pena, misure di sicurezza o disposizioni civili (competenza della Corte di appello). Nel caso concreto la riforma ha riguardato soltanto la pena, perciò il giudice competente è il Tribunale di primo grado.
Norme funzionali al rito del conflitto di attribuzione di giurisdizione sollevato fra autorità giudiziarie; qui utilizzate per la declaratoria del conflitto negativo fra Corte d'Appello e Tribunale.
La sentenza di secondo grado era stata emessa su accordo delle parti ai sensi di questa norma; la Corte ha considerato che, in tale contesto, l'assenza di menzione delle attenuanti nella motivazione e nel dispositivo implica che non siano state riconosciute, contribuendo alla conclusione sulla competenza.
Massime di principio
- Per individuare il giudice dell'esecuzione occorre verificare se la pronuncia di appello ha inciso soltanto sulla pena, sulle misure di sicurezza o sulle disposizioni civili: se sì, la competenza resta al giudice di primo grado; in caso contrario, è del giudice di appello.
- Non è sufficiente l'affermazione formale di una parte o di un giudice: bisogna leggere il dispositivo e la motivazione della sentenza di impugnazione per accertare se sono stati effettivamente riconosciuti benefici o attenuanti che modificano il quadro sostanziale della sentenza di primo grado.
- Se la sentenza di appello è resa su accordo delle parti (art. 599-bis c.p.p.) e nel dispositivo e nella motivazione non vi è menzione di riconoscimento di attenuanti o di altri profili diversi dalla mera quantificazione della pena, prevale la competenza del giudice di primo grado.
- In caso di dubbio sulla portata della riforma operata in secondo grado, la corretta prassi è esaminare il testo integrale della sentenza (dispositivo e motivazione); la mera indicazione formale non prevale sull'analisi testuale dell'atto.
- Il Procuratore Generale può assumere posizione nella controversia di competenza dinanzi alla Corte di Cassazione, ma la decisione si fonda sulla valutazione giuridico-fattuale del contenuto della sentenza impugnata.
Testo integrale
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