Cassazione Penale, Sentenza n. 42635/2024 del 21/11/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti contestano, in sintesi: 1) la riqualificazione operata in appello del reato di bancarotta fraudolenta documentale in bancarotta semplice documentale senza che sia stato dato adeguato contraddittorio né valutati i presupposti per l'applicazione dell'art. 131-bis c.p. (in particolare in seguito alla modifica normativa del d.lgs. n.150/2022); 2) la violazione del principio di correlazione tra accusa e sentenza e la violazione del diritto di difesa ai sensi della direttiva 2012/13/UE e dell'art. 6 CEDU per la riqualificazione non precedentemente comunicata; 3) per Clementi, la mancata applicazione di art.131-bis c.p. e la mancata valutazione della prescrizione per la bancarotta documentale; 4) per Oddi, l'assenza del dolo richiesto per la bancarotta semplice, la richiesta di derubricazione in bancarotta preferenziale e la mancata applicazione di art.131-bis, nonché la censura sulla revoca della sospensione condizionale della pena (art.168 c.p.). Inoltre entrambi deducono vizi di motivazione e violazioni processuali con riferimento agli artt. 516, 519, 520, 521 e 522 c.p.p.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato infondati entrambi i ricorsi. In particolare: per Clementi il ricorso è stato respinto; la Corte ha ritenuto corretta la valutazione di merito che ha riqualificato il fatto in bancarotta semplice documentale, ha escluso l'obbligo del giudice di merito di pronunciare d'ufficio sull'art. 131-bis se la parte non lo ha chiesto e ha ritenuto legittima la riqualificazione in melius senza preventiva informazione quando essa era prevedibile e non ha arrecato pregiudizio alla difesa. Per Oddi il ricorso è stato ugualmente respinto: la Corte ha confermato la correttezza della ricostruzione fattuale e della qualificazione in bancarotta distrattiva e semplice documentale, ha escluso la derubricazione in bancarotta preferenziale, ha ritenuto non applicabile l'art. 131-bis per i motivi processuali indicati e ha considerato legittima la revoca della sospensione condizionale ai sensi dell'art. 168 c.p. Conseguentemente sono confermate, nei termini decisi dalla Corte d'Appello, le statuizioni di merito: Clementi era stato assolto dall'addebito di bancarotta per distrazione e condannato per bancarotta documentale semplice a sei mesi con beneficio della sospensione condizionale; Oddi è stato condannato alla pena di due anni di reclusione e gli è stata revocata la sospensione condizionale precedentemente concessa.
Norme richiamate
La Corte rileva che la causa di esclusione della punibilità prevista dall'art. 131-bis non può essere svolta per la prima volta in cassazione se la parte non l'ha invocata anteriormente in grado di merito (a meno che la norma non sia divenuta applicabile solo successivamente). Inoltre la modifica introdotta dal d.lgs. n.150/2022 ha ampliato l'applicabilità ma ciò non obbliga il giudice di merito a pronunciarsi d'ufficio in assenza di specifica istanza di parte.
artt. 216, 217, 223, 224 legge fallimentare
art. 216, 217, 223, 224 legge fallimentare
La sentenza richiama la distinzione tra bancarotta fraudolenta documentale (art. 216) e bancarotta semplice documentale (art. 217): la differenza fondamentale è l'elemento soggettivo (consapevolezza che l'irregolare tenuta delle scritture renda impossibile la ricostruzione patrimoniale per la fraudolenta; dolo o colpa/consapevolezza o negligenza per la semplice). Gli artt. 223 e 224 sono richiamati per le correlative fattispecie applicabili alle società.
art. 219, ultimo comma, legge fallimentare
La Corte riconosce l'attenuante di cui all'art. 219 ultimo comma; la motivazione di merito ha ritenuto applicabile tale attenuante in favore degli imputati.
artt. 516, 519, 520, 521, 522 cod. proc. pen.
artt. 516, 519, 520, 521, 522 c.p.p.
Queste norme disciplinano la correzione dell'imputazione e il contraddittorio. La Corte interpreta la normativa nel senso che modifiche 'fattuali' dell'imputazione richiedono formale contestazione e, se riscontrate dal giudice al momento della deliberazione, possono comportare restituzione degli atti al PM; invece una diversa qualificazione giuridica (mutamento in iure) può essere effettuata anche direttamente in sentenza se tale riqualificazione era prevedibile e non cagiona pregiudizio per la difesa.
art. 611, comma 1-sexies cod. proc. pen. (introdotto d.lgs. 150/2022)
art. 611, comma 1-sexies c.p.p. (introdotto dall'art.35 d.lgs. 150/2022)
La Corte segnala che per la Cassazione è previsto un obbligo di preventiva informazione in casi specifici, ma ciò non estende l'onere in generale al giudice di merito di considerare tutte le possibili riqualificazioni d'ufficio senza sollecitazione delle parti.
La modifica ha reso applicabile l'art. 131-bis a reati con pena detentiva non superiore nel minimo a due anni, mutando il criterio precedente; ciò però non comporta automatica applicazione della causa di esclusione se non sollevata tempestivamente.
Direttiva 2012/13/UE e sentenza C-175/22 (BK)
Direttiva 2012/13/UE, art. 6, par. 4; sentenza Corte di Giustizia UE, C-175/22 (BK) del 09/11/2023
La Corte di Cassazione analizza la giurisprudenza comunitaria che richiede che l'imputato sia tempestivamente informato di una nuova qualificazione giuridica quando questa impedisca di predisporre una difesa effettiva; tuttavia la Corte ritiene compatibile il diritto nazionale purché la riqualificazione fosse prevedibile, non abbia aggravato la posizione e non abbia pregiudicato concretamente la difesa, potendo la parte proporre impugnazione in Cassazione.
Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo, art. 6
La Corte richiama il principio del giusto processo e la giurisprudenza della CEDU (es. Drassich) sul diritto dell'imputato di essere informato della qualificazione dell'accusa; tuttavia la Corte italiana ritiene che la riqualificazione non preventiva sia ammissibile se prevedibile e non lesiva del diritto di difesa.
art. 168, comma 1, n. 2, cod. pen.
La revoca della sospensione condizionale della pena è dovuta quando sopravviene una condanna relativa a fatti anteriormente commessi che, cumulativamente con la pena sospesa, rende incompatibile il beneficio. La Cassazione conferma l'interpretazione che valuta l'anteriorità con riferimento al momento in cui la sentenza che ha concesso il beneficio diviene irrevocabile.
Massime di principio
- La riqualificazione 'in melius' (mutamento in iure) può essere operata dal giudice anche senza previa informazione formale all'imputato quando la diversa qualificazione era prevedibile, non peggiora la posizione dell'imputato e non ha arrecato un concreto pregiudizio alla difesa; in tal caso la possibilità di impugnare garantisce il contraddittorio complessivo.
- La causa di esclusione della punibilità prevista dall'art. 131-bis c.p. deve essere richiesta e dedotta in grado di merito; non può essere introdotta per la prima volta in cassazione se la parte non l'ha previamente invocata (salvo specifiche eccezioni legate all'entrata in vigore tardiva della norma).
- La distinzione tra bancarotta fraudolenta documentale e bancarotta semplice documentale è sostanzialmente basata sull'elemento soggettivo: la consapevolezza che l'irregolare tenuta delle scritture renda impossibile la ricostruzione patrimoniale (fraudolenta) vs. l'omissione con coscienza/volontà o per colpa (semplice).
- Per il reato di bancarotta distrattiva/patrimoniale non è necessario provare un nesso causale diretto tra la distrazione e il fallimento: si tratta di reati di pericolo concreto; anche somme di entità non enorme possono integrare il reato se assunte in un contesto di dissesto e in modo non giustificato.
- La revoca della sospensione condizionale della pena si applica quando una successiva condanna, relativa a fatti commessi anteriormente, porta al superamento delle soglie di ammissibilità; l'esame si effettua con riferimento alla irrevocabilità della sentenza che ha concesso il beneficio.
- Se la difesa ritiene che una riqualificazione nuoci alle strategie difensive deve evidenziare concretamente il pregiudizio subito: la censura generica sulle garanzie difensive è insufficiente per ottenere l'annullamento.
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