Cassazione Penale, Sentenza n. 17518/2022 del 04/05/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Il ricorrente, contitolare dell'autoveicolo Volkswagen Polo targa FM 637 XB confiscato nel processo penale a carico del figlio Francesco Bonfanti, aveva chiesto tramite incidente di esecuzione che la confisca fosse circoscritta alla quota di proprietà dell'imputato. Il Tribunale di Lecco dichiarò inammissibile l'istanza perché, a suo avviso, la questione doveva essere sollevata nel giudizio di cognizione mediante impugnazione e inoltre ritenne che la confisca avesse natura amministrativa. Bonfanti ha dedotto violazione di legge, sostenendo che un terzo estraneo al processo può agire con l'incidente di esecuzione per far valere la propria proprietà e che la natura amministrativa della confisca è irrilevante trattandosi di sanzione accessoria connessa al procedimento penale.
La decisione
La Corte di cassazione ha accolto il ricorso, ritenendolo fondato. Ha affermato che il terzo proprietario rimasto estraneo al processo può proporre l'istanza di restituzione davanti al giudice dell'esecuzione per dimostrare la titolarità del bene e l'assenza di negligenza, richiamando consolidata giurisprudenza. Ha inoltre escluso che la natura "amministrativa" della confisca precluda l'incidente di esecuzione, dovendosi considerare l'accessorietà della sanzione rispetto alla pena principale e il luogo di applicazione (il giudizio penale). In conclusione la Corte ha annullato l'ordinanza impugnata e ha rinviato al Tribunale di Lecco per un nuovo giudizio, libero nel suo esito e privo del vizio rilevato. Decisione resa il 22/03/2022.
Norme richiamate
d.lgs. 30 aprile 1992, n. 285, art. 186, comma 2, lett. c)
Prevede la confisca del veicolo utilizzato per il reato di guida in stato d'ebbrezza; la Corte richiama tale norma per definire la misura adottata nel processo penale e la sua natura di sanzione accessoria applicata nel giudizio penale, la cui legittimità è sindacabile mediante gli strumenti del giudice dell'esecuzione
Giurisprudenza della Cassazione (principio sulla proponibilità dell'istanza di restituzione al giudice dell'esecuzione)
Sez. 3, n. 50363 del 29/10/2019 (Zecchi); Sez. 3, n. 58444 del 04/10/2018 (S.I.E.M.); Sez. 1, n. 47312 del 11/11/2011 (Lazzoi)
Il terzo formalmente proprietario del bene sottoposto a sequestro e poi confiscato deve proporre l'istanza di restituzione al giudice dell'esecuzione per far valere la propria titolarità e l'assenza di addebiti di negligenza; non è obbligato a intervenire nel giudizio di cognizione originario
Giurisprudenza sulla natura della confisca e sull'incidente di esecuzione
Sez. 4, n. 7526 del 04/12/2018 (Gansi); Sez. 4, n. 18121 del 18/03/2015 (Orlando); Sez. 4, n. 10920 del 18/12/2013 (Babbo)
La qualificazione della confisca come atto amministrativo non esclude la proponibilità dell'incidente di esecuzione, dovendosi considerare l'accessorietà della confisca alla sanzione penale principale e la necessità che la sua legittimità sia sindacata nel procedimento di esecuzione
Massime di principio
- Un soggetto terzo, formalmente proprietario di un bene confiscato in un processo penale a carico di altro, può proporre davanti al giudice dell'esecuzione l'istanza di restituzione (incidente di esecuzione) per far valere la proprietà
- Il terzo deve dimostrare la titolarità del diritto (proprietà o quota) e l'assenza di negligenza o addebiti che giustifichino la confisca
- La natura amministrativa della confisca non impedisce la sindacabilità mediante l'incidente di esecuzione quando la confisca è sanzione accessoria di una decisione penale
- Non è necessario che il terzo sia intervenuto nel giudizio di cognizione: l'azione deve essere proposta al giudice dell'esecuzione e non esclusivamente mediante impugnazione della sentenza penale
- Se il giudice dell'esecuzione rigetta per motivi formali non conformi alla giurisprudenza consolidata, la decisione può essere annullata e rinviata per un nuovo esame libero nel merito
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