Cassazione Penale, Sentenza n. 35325/2024 del 20/09/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Istanza di dissequestro di un compendio documentale (business plan di 4 fogli relativo a un programma di importazione di cialde di caffè) sequestrato il 17 febbraio 2022 come prova probatoria in un'indagine per, tra l'altro, associazione per delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti. Il ricorrente contestava la motivazione del Gup che aveva ritenuto i documenti pertinenti alle modalità operative della presunta attività di importazione e trasporto sicuro dello stupefacente, denunciando motivazione "contraddittoria, illogica e apparente", mancanza di specifica indicazione della pertinenza dei documenti rispetto al reato e l'impossibilità di rinvenire il richiamo a tale documentazione nella sentenza di condanna del 23 febbraio 2023
La decisione
La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per effetto dell'orientamento delle Sezioni Unite (Corte di cassazione, Sezioni unite penali, 27 luglio 2023, n. 32938) che ha stabilito che il provvedimento del giudice dell'udienza preliminare (Gip/Gup) che rigetta la richiesta di restituzione dei beni sottoposti a sequestro probatorio non è impugnabile con ricorso per cassazione. In conseguenza di ciò il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro 3.000,00 in favore della Cassa delle ammende (ai sensi dell'art. 616 c.p.p.).
Norme richiamate
Corte di cassazione, Sezioni unite penali, 27 luglio 2023, n. 32938
Ha chiarito che il provvedimento del Gip/Gup che rigetta la richiesta di restituzione delle cose sottoposte a sequestro probatorio non è impugnabile con ricorso per cassazione, rendendo inammissibile il rimedio straordinario in tali ipotesi.
Corte di cassazione, Sezione V penale, 24 maggio 2022, n. 37145
Decisione precedente che ammetteva l'impugnabilità del provvedimento di rigetto della restituzione tramite ricorso per cassazione; citata per contrasto con l'orientamento poi superato dalle Sezioni Unite.
Corte di cassazione, Sezione VI penale, 10 novembre 2021, n. 3167
Giurisprudenza che si era espressa in senso non conforme rispetto all'ammissione dell'impugnazione in cassazione, richiamata nel contesto del dibattito giurisprudenziale antecedente alle Sezioni Unite.
Norma richiamata per la statuizione sulle sanzioni e il pagamento in favore della Cassa delle ammende in caso di ricorso dichiarato inammissibile; applicata dalla Corte per condannare il ricorrente alle spese e alla somma di euro 3.000,00.
Massime di principio
- Dopo la pronuncia delle Sezioni Unite (27 luglio 2023, n. 32938) la negazione da parte del Gip/Gup della restituzione di beni sottoposti a sequestro probatorio non è impugnabile con ricorso per cassazione: il ricorso sarà dichiarato inammissibile.
- In situazioni analoghe è essenziale concentrare gli argomenti difensivi già nelle fasi di merito (istanza al Gip/Gup) dimostrando puntualmente la non pertinenza dei documenti o la perdita della loro rilevanza probatoria, poiché il rimedio in cassazione non è più disponibile.
- Il fatto che una sentenza di condanna non citi specificamente una determinata documentazione non è automaticamente decisivo per ottenere la restituzione: il giudice del merito valuta la pertinenza dei materiali anche alla luce del compendio probatorio complessivo e delle esigenze investigative.
- Se il rimedio ordinario è precluso, valutare percorsi alternativi (es. motivare meglio l'istanza di restituzione, proporre reclami o rimedi giurisdizionali diversi ove ammessi, esperire eventuali azioni civili per danni da sequestro illegittimo quando ne ricorrano i presupposti), sempre con l'assistenza di un difensore.
- Prevenire il problema: conservare e presentare documentazione e argomentazioni che spieghino l'uso lecita o commerciale di documenti sospetti (contratti, fatture, corrispondenza commerciale) per contrastare la tesi della loro pertinenza a reati gravi come il traffico di stupefacenti.
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