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Ordinanza

Ordinanza n. 61/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 4

per la riforma dell'ordinanza cautelare del Tribunale amministrativo regionale per il Piemonte (Sezione Seconda) n. -OMISSIS-, resa tra le parti.

Giustizia amministrativa202509397

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. IVOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: Permesso di costruire n. 2024/11 rilasciato dal Comune il 23 settembre 2025

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (proprietari ricorrenti)

Prevale il privato

La controversia

Gli appellanti hanno impugnato l'ordinanza cautelare del TAR Piemonte che aveva respinto la domanda di sospensione proposta contro il permesso di costruire rilasciato dal Comune in favore di una società privata. Il testo dell'ordinanza d'appello non specifica analiticamente i singoli motivi di ricorso, ma rileva che l'appello presenta profili di censura meritevoli di adeguato approfondimento nella sede di merito. È inoltre prospettato un pregiudizio cautelare derivante dall'esecuzione del titolo edilizio, tale da rendere necessario preservare l'integrità della situazione controversa.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha accolto l'appello cautelare e, riformando l'ordinanza del TAR Piemonte, ha accolto l'istanza cautelare proposta in primo grado. Ha sospeso il permesso di costruire n. 2024/11 fino all'esito dell'udienza pubblica di merito, da fissarsi dal giudice di primo grado. Quanto al fumus boni iuris, ha ritenuto che le censure richiedessero un approfondimento nella sede di merito, senza anticipare la decisione definitiva. Quanto al periculum in mora, ha attribuito prevalenza all'esigenza di mantenere la res adhuc integra, in ragione del pregiudizio prospettato dagli appellanti e del bilanciamento degli interessi contrapposti. Sono rimaste impregiudicate anche le eccezioni preliminari sollevate dalla parte resistente. Le spese della fase cautelare sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 62 c.p.a.

    Disciplina l'appello cautelare al Consiglio di Stato avverso l'ordinanza del TAR.

  • art. 55, comma 10, c.p.a.

    Impone la trasmissione dell'ordinanza cautelare al TAR per la sollecita fissazione dell'udienza di merito.

  • art. 52, comma 1, d.lgs. 196/2003

    Costituisce il presupposto per l'oscuramento delle generalità e degli altri dati identificativi della parte interessata.

Massime di principio

  • In sede di appello cautelare, la presenza di censure che necessitano di adeguato approfondimento nella fase di merito può integrare il fumus boni iuris, senza che la decisione cautelare anticipi la valutazione definitiva sulla legittimità dell'atto.
  • Quando l'esecuzione dell'atto impugnato rischia di modificare irreversibilmente la situazione controversa, il giudice cautelare può accordare prevalenza all'esigenza di mantenere la res adhuc integra, all'esito del bilanciamento tra gli interessi contrapposti.
  • L'accoglimento della tutela cautelare può essere disposto lasciando impregiudicate sia la decisione di merito sia le eccezioni preliminari formulate dalla parte resistente.
  • In caso di accoglimento dell'appello cautelare, il Consiglio di Stato può riformare l'ordinanza del TAR, sospendere direttamente l'efficacia del titolo impugnato e trasmettere gli atti al giudice di primo grado per la sollecita fissazione dell'udienza pubblica.

Come è indicizzato

MaterieTitoli abilitativi ediliziTutela cautelare
RamiEdiliziaProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelareProporzionalità e ragionevolezzaDiscrezionalità amministrativa e tecnica

Testo integrale

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