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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 3679/2022 del 01/02/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che aveva dichiarato inammissibile l'istanza di ricusazione del giudice dell'udienza preliminare (dott.ssa Arianna Pisano). Il ricorrente contestava che la giudice, dopo che il Presidente del Tribunale aveva rigettato la sua precedente dichiarazione di astensione, avesse manifestato risentimento nei confronti della parte (esclamando "ah...addirittura!" alla presenza delle parti) e che tale contegno fosse indice di inimicizia e pregiudizio. Si richiamava altresì che la giudice in precedenza era stata autorizzata ad astenersi in altri procedimenti per ragioni analoghe e che era intervenuto anche un rinvio a giudizio della giudice per atti persecutori rispetto a fatti collegati a controversie civilistiche sulle particelle di proprietà della parte.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per sopravvenuta carenza d'interesse: infatti, mentre il ricorso era pendente, la giudice ha presentato una nuova dichiarazione di astensione che è stata accolta dal Presidente del Tribunale di Biella il 28/06/2021, rendendo privo di oggetto il gravame contro l'ordinanza che aveva respinto la ricusazione. Perciò la Corte non ha esaminato nel merito la fondatezza delle censure e ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali. In precedenza la Corte d'appello di Torino aveva ritenuto inammissibile la ricusazione per non rientrare nei casi tassativi previsti dagli artt.36/37 cod. proc. pen. e aveva considerato l'espressione di disappunto non prova di inimicizia né atto endoprocessuale idoneo a dimostrare pregiudizio.

Norme richiamate

  • art. 37 cod. proc. pen.

    L'art. 37 disciplina l'ammissibilità della ricusazione richiamando i casi tassativi dell'art. 36; la Corte ha ritenuto che le ragioni addotte non rientrassero nei presupposti di ricusazione previsti, pertanto la richiesta era inammissibile.

  • art. 36 cod. proc. pen.

    lett. a), b), c), d), e), f), g)

    L'art. 36 elenca i casi concreti che giustificano la ricusazione. La Corte ha ritenuto che nessuna delle ipotesi indicate (lett. a)-g)) fosse integrata dai fatti prospettati dal ricorrente.

  • Principio della sopravvenuta carenza d'interesse

    Se, prima della decisione dell'impugnazione, sopravviene un fatto che elimina l'interesse a ottenere la pronuncia (qui: la nuova astensione della giudice accolta dal Presidente), il ricorso diventa inammissibile per mancanza di interesse e non va esaminato nel merito.

Massime di principio

  • La ricusazione del giudice deve fondarsi su uno dei casi tassativi previsti dagli artt.36 e 37 c.p.p.; motivazioni di carattere generico o basate su reazioni emotive del giudice difficilmente sono sufficienti.
  • Un comportamento di disappunto o un'esclamazione del giudice non costituiscono automaticamente prova di inimicizia o di pregiudizio decisionale, a meno che non emergano elementi chiari e concreti che dimostrino la sussistenza delle ipotesi normative di ricusazione.
  • L'identità di fonti probatorie utilizzate in procedimenti diversi non determina di per sé la causa di ricusazione se il giudice è chiamato a valutare fatti distinti.
  • Se, dopo la proposizione del ricorso, interviene un fatto sopravvenuto (es. la dichiarazione di astensione del giudice accolta dal Presidente) che elimina l'interesse al giudizio, il ricorso può essere dichiarato inammissibile per carenza di interesse e ciò comporta generalmente la condanna alle spese.
  • Quando si intende proporre ricusazione, è utile documentare elementi oggettivi e specifici (atti, dichiarazioni contestuali, rapporti personali valutabili come conflitto) che rientrino nelle ipotesi previste dalla normativa, per evitare il rigetto per carenza di fumus o per inammissibilità.

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