Cassazione Penale, Sentenza n. 29215/2024 del 18/07/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione della sentenza di appello che, ribaltando l'assoluzione di primo grado, ha ritenuto Di Pasquo responsabile del reato di resistenza a pubblico ufficiale per frasi minacciose rivolte a un agente durante l'accertamento di una contravvenzione. Il ricorrente denunciava, in primo luogo, la violazione dell'art. 603, comma 3-bis, c.p.p. per non aver rinnovato in appello l'unica testimonianza acquisita (quella dell'assistente di polizia destinatario delle minacce); in secondo luogo il travisamento della testimonianza, sostenendo che il teste aveva detto di aver già elevato la contravvenzione e che quindi la verbalizzazione non era più in corso, il che sarebbe incompatibile con la configurabilità della resistenza.
La decisione
La Corte di Cassazione ha accolto il primo motivo, ritenendo che la Corte d'appello non abbia dimostrato di aver rinnovato o adeguatamente valutato la testimonianza ritenuta decisiva e non abbia motivato il proprio diverso apprezzamento del contenuto probatorio (né esposto il quadro probatorio né riportato la deposizione controversa). La Suprema Corte ha affermato l'obbligo, ai sensi dell'art. 603, comma 3-bis, c.p.p., di rinnovare l'istruttoria quando la prova dichiarativa sia stata decisiva per l'assoluzione di primo grado salvo che non si tratti di un travisamento, omissione o falsificazione del dato documentale; non ravvisando tali condizioni, ha annullato la sentenza impugnata e ha rinviato alla Corte d'appello per nuovo giudizio nel rispetto dei principi esposti.
Norme richiamate
art. 603, comma 3-bis, cod. proc. pen.
nel caso di appello del Pubblico ministero contro una sentenza di proscioglimento per motivi attinenti alla valutazione della prova dichiarativa, il giudice (...) dispone la rinnovazione dell'istruzione dibattimentale nei (...) casi di prove dichiarative assunte in udienza nel corso del giudizio dibattimentale di primo grado
obbligo per il giudice d'appello di rinnovare l'audizione delle prove dichiarative che siano ritenute decisive per riformare un'assoluzione, salvo che non si tratti di travisamento/omissione/falsificazione del dato probatorio
art. 606, comma 1, lett. c), cod. proc. pen.
norma che disciplina i motivi di ricorso per cassazione (tra cui vizi relativi alla motivazione e alla istruzione dibattimentale)
la violazione dell'obbligo di rinnovazione delle prove dichiarative è qualificata come vizio denunciabile in sede di legittimità e può comportare la nullità da annullare in Cassazione
Giurisprudenza della Cassazione (segnalate nella sentenza)
Sez. U, n. 14426/2019 (Pavan Devis); Sez. U, n. 18620/2017 (Patalano); Sez. U, n. 27620/2016 (Dasgupta) e altre pronunce
consolidato principio secondo cui l'obbligo di rinnovazione opera solo per le prove dichiarative ritenute decisive dal giudice d'appello; non opera invece se la diversa decisione deriva da travisamento, omissione o falsificazione della prova documentale
Massime di principio
- Se in appello il Pubblico ministero chiede la riforma di un'assoluzione basata su prova dichiarativa, il giudice d'appello deve rinnovare l'audizione delle dichiarazioni ritenute decisive prima di condannare; il mancato rinnovo è motivo di annullamento.
- L'obbligo di rinnovazione riguarda solo le prove dichiarative che, se escluse dal materiale probatorio, potrebbero incidere sull'esito del giudizio; il giudice d'appello deve esplicitare il ruolo e il peso di tale testimonianza nel nuovo apprezzamento.
- Non è necessario rinnovare la prova dichiarativa quando la diversa decisione si fonda su un travisamento, omissione o falsificazione del dato istruttorio (cioè quando il problema riguarda il 'significante' e non la valutazione del 'significato').
- Per la difesa: quando l'assoluzione di primo grado si fonda prevalentemente su una testimonianza, chiedere esplicitamente la rinnovazione o evidenziare la necessità della sua audizione in appello; per il giudice d'appello: motivare il diverso apprezzamento riportando il contenuto della deposizione e integrando il quadro probatorio.
- In situazioni analoghe, la Corte di legittimità tende a privilegiare il contraddittorio e la rinnovazione dell'istruzione dibattimentale quando la decisione di primo grado poggia su una o poche dichiarazioni, per evitare condanne basate su rivalutazioni sommariamente motivate.
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