Cassazione Penale, Sentenza n. 47136/2024 del 20/12/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeIl ricorso è stato dichiarato inammissibile per mancato ministero del difensore. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro 4.000 in favore della Cassa delle ammende.
Esito
Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente impugnava la sentenza della Corte d'Appello di Lecce che lo aveva condannato per il reato di minaccia aggravata. Tuttavia il ricorso per cassazione è stato proposto dall'imputato personalmente, senza il ministero di un difensore. A seguito delle modifiche legislative operate dalla legge n. 103/2017 agli artt. 571 e 613 c.p.p., la giurisprudenza e la Corte hanno ritenuto che l'imputato non possa proporre personalmente il ricorso per cassazione: la legittimazione sostanziale a impugnare è distinta dalla modalità di proposizione, per la quale è richiesta la rappresentanza tecnica del difensore. La Corte ha inoltre richiamato la procedura de plano prevista dall'art. 610, comma 5-bis, c.p.p. per gli accertamenti d'ufficio di inammissibilità dei ricorsi proposti senza difensore.
Norme richiamate
Ha modificato gli artt. 571 e 613 c.p.p., prevedendo che l'imputato non possa proporre personalmente il ricorso per cassazione e richiedendo la necessaria rappresentanza tecnica per la proposizione dell'impugnazione
Richiamato nella sua versione modificata dalla legge n. 103/2017 quale norma che disciplina i soggetti legittimati e le modalità di impugnazione in Cassazione; interpretato dalla Corte come richiedente la rappresentanza tecnica per la proposizione del ricorso
Richiamato insieme all'art. 571 nella normativa aggiornata dalla legge n. 103/2017; la modifica ha inciso sulle modalità di esercizio dell'impugnazione e sulla necessità del difensore tecnico per il ricorso per cassazione
Consente alla Corte di dichiarare d'ufficio l'inammissibilità dei ricorsi proposti senza il ministero di un difensore mediante procedura de plano; applicata in questo caso per disporre l'inammissibilità
Giurisprudenza (Sez. U, n. 8914 del 21/12/2017 - dep. 23/02/2018, Aiello, Rv. 272010-01)
Richiamata come precedente che distingue la titolarità sostanziale del diritto di impugnare dalla modalità di esercizio di tale diritto, affermando la necessità della rappresentanza tecnica per proporre ricorso in cassazione
Massime di principio
- Dopo la legge n. 103/2017, un imputato non può proporre personalmente ricorso per cassazione: è obbligatorio il ministero di un difensore per la valida proposizione dell'impugnazione.
- La legittimazione sostanziale a impugnare è distinta dalla modalità di esercizio: l'assenza di difensore riguarda la forma di proposizione e comporta l'inammissibilità, non la perdita del diritto sostanziale di impugnare.
- Le Corti possono rilevare d'ufficio (procedura de plano ai sensi dell'art. 610, comma 5-bis c.p.p.) l'inammissibilità dei ricorsi proposti senza difensore e dichiararli inammissibili senza ulteriori iniziative delle parti.
- La proposizione di un ricorso per cassazione senza difensore comporta non solo l'inammissibilità, ma può anche determinare la condanna alle spese processuali e l'irrogazione della somma a favore della Cassa delle ammende (sanzione pecuniaria).
- In situazioni simili è essenziale assicurare la tempestiva nomina o conferimento di mandato a un difensore qualificato prima della presentazione del ricorso per evitare l'inammissibilità e le relative sanzioni.
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