Cassazione Penale, Sentenza n. 46937/2022 del 12/12/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione della sentenza di condanna per il reato di cui all'art. 73 d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309, con richiesta di derubricazione nella ipotesi di lieve entità (comma 5). Il ricorrente ha dedotto che la valutazione dovesse essere complessiva e non solo quantitativa: il principio attivo non sarebbe stato accertato; le cessioni avevano riguardato un solo tipo di stupefacente e un numero ristretto di clienti abituali; non vi sarebbero contatti con la criminalità organizzata; l'attività sarebbe stata svolta senza mezzi particolari e il ricorrente sarebbe l'ultimo anello della catena distributiva.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto che la Corte di appello avesse motivatamente escluso la derubricazione per lieve entità, avendo accertato una cessione continuativa di oltre 2700 dosi (cocaina e crack) per circa 4 anni, con frequenza media di quasi 15 dosi a settimana e introiti stimati in almeno 60.000 euro. Tali elementi indicano stabilità, capacità organizzativa e rilevanza della condotta incompatibili con l'ipotesi di lieve entità; la motivazione di merito ha altresì risposto agli argomenti difensivi. Il ricorrente è condannato al pagamento delle spese processuali.
Norme richiamate
D.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309 (Testo unico stupefacenti), art. 73
La derubricazione al comma 5 richiede la riconoscibilità di una 'minima offensività' della condotta, valutata sulla base di parametri qualitativi, quantitativi e di modalità/mezzi; uno degli indici negativi prevale e impedisce l'applicazione dell'ipotesi lieve.
D.L. 137/2020, art. 23, comma 8
art. 23, comma 8, d.l. n. 137 del 2020
Predisposizione del rito cartolare per la trattazione del ricorso in Cassazione (procedimento deciso sulla base degli atti scritti).
D.L. 23 luglio 2021, n. 105, art. 7
art. 7, d.l. 23 luglio 2021, n. 105
Norma regolante modalità processuali e conferma della possibilità di trattare il procedimento in forma cartolare.
Giurisprudenza della Corte di Cassazione (Sezioni Unite)
Sez.U, n. 35737/2010; Sez.U, n. 17/2000; Sez.U, n. 51063/2018
Principio consolidato secondo cui la lieve entità ex art. 73, comma 5, va riconosciuta solo quando la condotta manifesti effettiva minima offensività in tutti o nella maggioranza degli indici previsti (quantitativi, qualitativi, modalità, mezzi, circostanze); la presenza di indici contrari (es. quantità rilevanti o stabilità nel tempo) esclude la derubricazione.
Massime di principio
- La derubricazione alla ipotesi lieve dell'art. 73, comma 5, richiede una valutazione complessiva: quantità, qualità della sostanza, durata, frequenza, modalità di spaccio, mezzi utilizzati, organizzazione e proventi vanno esaminati congiuntamente.
- Se anche un solo indice significativo (es. grande quantità, lunga stabilità temporale, rilevanti introiti, capacità organizzativa) indica una offensività non minima, la derubricazione non è ammissibile.
- La mancata identificazione del principio attivo non determina automaticamente la lieve entità: il giudice valuta anche altri elementi probatori (numero e frequenza delle cessioni, durata, ricavi).
- Il ruolo del soggetto nella filiera (ultim'anello vs. organizzatore) incide ma non è determinante da solo; ciò che conta è la combinazione degli indici che dimostri la minimale offensività.
- La decisione in forma cartolare si basa sugli atti scritti e sulla motivazione di merito; per ottenere la derubricazione in Cassazione il ricorrente deve dimostrare errori di valutazione logici o violazioni di legge nella motivazione dei giudici di merito.
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