Cassazione Penale, Ordinanza n. 36144/2026 del 14/10/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso: il primo motivo è manifestamente infondato, mentre il secondo è meramente riproduttivo di doglianze già adeguatamente vagliate e disattese dalla Corte d'appello con argomentazione immune da vizi logici o giuridici. Ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento di 3.000 euro alla Cassa delle ammende, non ravvisando assenza di colpa nella causa di inammissibilità.
Esito
Favorevole al resistente
La controversia
L'imputato ha proposto ricorso per cassazione contro la sentenza della Corte d'appello di Messina del 17 dicembre 2025. Il primo motivo è stato ritenuto manifestamente infondato in ragione della celebrazione del giudizio d'appello in forma non partecipata. Il secondo motivo riproponeva censure sul diniego della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto prevista dall'art. 131-bis c.p.; la Corte territoriale aveva già esaminato e respinto tali argomentazioni, escludendo la particolare tenuità con motivazione ritenuta non manifestamente illogica.
Norme richiamate
in termini non manifestamente illogici, è stata esclusa la particolare tenuità del fatto
La valutazione che esclude la particolare tenuità del fatto resta ferma quando, come nel caso esaminato, la motivazione della Corte territoriale non presenta manifesta illogicità.
Massime di principio
- È inammissibile la censura in cassazione che si limiti a riproporre profili già adeguatamente esaminati e respinti dal giudice d'appello con motivazione immune da vizi logici o giuridici.
- Il diniego della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto non è censurabile con successo quando la valutazione del giudice di merito è sorretta da motivazione non manifestamente illogica.
Come è indicizzato
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