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Cassazione Penale, Ordinanza n. 32202/2026 del 28/08/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (parte civile)

La controversia

L'imputato ha proposto ricorso per cassazione, a mezzo del difensore, contro la sentenza della Corte di appello che aveva confermato la sua responsabilità per lesioni personali stradali colpose. Con il primo motivo ha dedotto inosservanza ed erronea applicazione della legge penale, nonché contraddittorietà e manifesta illogicità della motivazione in ordine all'affermazione della responsabilità, sostenendo che le prove acquisite non fossero idonee a fondare la condanna. Con il secondo motivo ha denunciato violazione e falsa applicazione della legge penale, oltre a contraddittorietà e manifesta illogicità della motivazione, con riferimento alla valutazione della testimonianza della moglie della persona offesa, osservando che la donna non aveva assistito direttamente all'impatto, poiché si trovava a distanza e volgeva le spalle al luogo del sinistro. Secondo la ricostruzione recepita dai giudici di merito, la persona offesa stava attraversando la strada sulle strisce pedonali dopo avere verificato che il semaforo fosse verde, quando veniva investita dall'imputato alla guida di un motociclo; la persona offesa veniva sbalzata in avanti e il motociclo cadeva. La ricostruzione era stata ritenuta coerente con la certificazione medica e con le dichiarazioni della moglie, che, pur non avendo visto l'impatto, aveva osservato immediatamente dopo il marito proiettato in avanti e la caduta del motociclo. La Corte di cassazione ha ritenuto che le censure riguardassero la valutazione delle prove e la ricostruzione del fatto, riservate al giudice di merito, e che la motivazione della sentenza impugnata fosse congrua, completa e priva di contraddittorietà o manifesta illogicità.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, ritenendo che i motivi non deducessero vizi ammissibili in sede di legittimità, ma mirassero a ottenere una nuova valutazione del materiale probatorio e della ricostruzione fattuale. Ha rilevato che la Corte di appello aveva esaminato le deduzioni difensive e aveva fondato l'affermazione di responsabilità su una motivazione precisa e razionale, valorizzando la coerenza delle dichiarazioni della persona offesa, la certificazione medica e il riscontro offerto dalla testimonianza della moglie. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e della somma di 3.000 euro in favore della Cassa delle ammende, nonché alla rifusione delle spese di rappresentanza e difesa sostenute dalla parte civile, liquidate in 2.079 euro oltre spese generali e accessori di legge.

Norme richiamate

  • art. 590-bis c.p.

    La norma è indicata quale titolo del reato di lesioni personali stradali colpose contestato all'imputato.

Massime di principio

  • In sede di legittimità non sono deducibili censure che si risolvano nella richiesta di una nuova valutazione delle prove o di una diversa ricostruzione dei fatti, quando la motivazione del giudice di merito sia congrua, completa e immune da contraddittorietà o manifesta illogicità.
  • La testimonianza di chi non abbia assistito direttamente all'impatto non è per ciò solo irrilevante: può concorrere alla ricostruzione del fatto nella misura in cui riferisca circostanze percepite immediatamente dopo l'evento, purché tali elementi siano valutati unitamente alle altre risultanze processuali.
  • La motivazione sulla responsabilità penale è adeguata quando esamina le deduzioni difensive e fonda il giudizio su una valutazione complessiva e razionale delle dichiarazioni della persona offesa, della documentazione medica e degli ulteriori riscontri testimoniali.

Come è indicizzato

MaterieLesioni stradaliImpugnazioniProve
RamiReati stradaliProcesso penale
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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