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Cassazione Penale, Ordinanza n. 30957/2026 del 12/08/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ne è conseguita la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende. Rimane quindi ferma la sentenza di appello che aveva confermato la condanna per il reato contestato.

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

La Corte di appello di Palermo ha confermato la condanna di primo grado per un furto in abitazione; l'imputato ha proposto ricorso per cassazione tramite difensore articolando tre motivi. Il primo è stato ritenuto intrinsecamente generico, perché non conteneva una puntuale enunciazione delle ragioni di diritto né specifici riferimenti alla motivazione della sentenza impugnata. In relazione a tale doglianza la Corte ha richiamato il principio secondo cui le dichiarazioni della persona offesa costituita parte civile possono da sole fondare l'affermazione di responsabilità, se vagliate con particolare rigore quanto a credibilità soggettiva e attendibilità intrinseca. Il secondo motivo, relativo alla recidiva, è stato ritenuto manifestamente infondato perché la Corte territoriale aveva motivato adeguatamente, valorizzando il nuovo fatto delittuoso come indice di accentuata pericolosità sociale in rapporto ai precedenti penali. Il terzo motivo è stato ritenuto privo di specificità, poiché si limitava a riproporre censure già dedotte in appello e già disattese con motivazione ritenuta corretta e completa; sul punto la Corte ha richiamato il principio per cui la circostanza attenuante del danno di speciale tenuità richiede un pregiudizio lievissimo, valutato non solo in termini di valore economico del bene sottratto ma anche degli ulteriori effetti pregiudizievoli per la persona offesa.

Norme richiamate

  • art. 624-bis c.p.

    Indica il reato oggetto della condanna confermata in appello; la decisione non entra nel merito della sua configurazione, limitandosi a dichiarare inammissibile il ricorso contro la condanna.

  • art. 133 c.p.

    È richiamato implicitamente nella valutazione della recidiva e della pericolosità sociale, attraverso l'esigenza di una motivazione del giudice di merito sulla maggiore gravità del fatto e sulla personalità dell'imputato.

  • art. 62 n. 4 c.p.

    La Corte richiama il principio applicativo della circostanza attenuante del danno di speciale tenuità, affermando che essa presuppone un pregiudizio lievissimo e non può essere riconosciuta in base alla sola capacità economica della persona offesa.

Massime di principio

  • Il ricorso per cassazione è inammissibile quando il motivo è generico, cioè privo di specifica enunciazione delle ragioni di diritto e di un effettivo confronto con la motivazione della sentenza impugnata.
  • Le dichiarazioni della persona offesa costituita parte civile possono da sole fondare la responsabilità penale, purché il giudice effettui una verifica rigorosa della credibilità del dichiarante e dell'attendibilità del racconto.
  • La recidiva può essere adeguatamente motivata valorizzando il nuovo reato come indice di maggiore pericolosità sociale, in relazione ai precedenti penali dell'imputato.
  • La circostanza attenuante del danno di speciale tenuità richiede un pregiudizio complessivamente lievissimo, valutato anche con riguardo agli effetti ulteriori del fatto, e non solo al valore economico del bene sottratto.
  • La riproposizione in cassazione di censure già dedotte in appello, senza un reale confronto con la risposta motivazionale del giudice di merito, integra difetto di specificità del motivo.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniFurto
RamiProcesso penaleDelitti contro il patrimonio
IstitutiRecidiva

Testo integrale

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