Cassazione Penale, Sentenza n. 5952/2023 del 13/02/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza di revoca della misura della semilibertà a seguito del rinvenimento e uso di sostanza stupefacente in carcere; il ricorrente contestava il travisamento della prova (la droga era nella cella di altri e l'uso era modico, "due o tre tiri"), nonché il difetto e la manifesta illogicità della motivazione in ordine alla perdita dell'idoneità rieducativa della misura, sostenendo che non era stata valutata la complessiva condotta positiva e che l'assunzione era episodica e di scarsa gravità.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato e ha annullato l'ordinanza impugnata, disponendo il rinvio al Tribunale di sorveglianza di L'Aquila per nuovo giudizio. La Corte ha censurato la carenza motivazionale dell'ordinanza di revoca, osservando che il Tribunale si è limitato a riferire il risultato delle perquisizioni senza valutare se il Malvone avesse effettivamente introdotto la sostanza, né ha inquadrato il comportamento nel contesto complessivo della misura per appurare se si trattasse di un episodio isolato o di un comportamento incompatibile con l'obiettivo rieducativo. Il giudice a cui è demandato il nuovo esame non è vincolato nel merito ma deve fornire adeguata motivazione.
Norme richiamate
"quando il soggetto non si appalesi idoneo al trattamento"
La revoca della semilibertà, eccettuato il caso di evasione per il quale è prevista la revoca previa sospensione, deve basarsi su un giudizio complessivo circa la permanenza dell'idoneità della misura rispetto all'obiettivo rieducativo; l'onere motivazionale deve considerare la complessità dei dati emergenti dalla condotta del condannato e non limitarsi a un singolo episodio salvo che questo sia di gravità tale da rendere palese l'inidoneità.
Cass. Sez.1, n.46631 del 25/1/2019, Rv.277452
Giurisprudenza di riferimento che conferma il principio per cui la revoca non può fondarsi unicamente su un episodio isolato, a meno che la sua gravità non renda palese l'inidoneità del soggetto alla prosecuzione della misura; è necessaria una motivazione che consideri il complesso della condotta.
Massime di principio
- La revoca della semilibertà (salvo il caso di evasione) richiede un giudizio complessivo sull'idoneità della misura rispetto all'obiettivo rieducativo; non basta richiamare un singolo episodio se non è dimostrata la sua gravità rilevante.
- Il giudice deve motivare espressamente se l'episodio (es. uso di droga) è sintomo di una inidoneità permanente o soltanto di una condotta episodica e non significativa ai fini rieducativi.
- Va valutato se il detenuto abbia introdotto o favorito l'introduzione della sostanza, oppure se si sia limitato a un modico uso offerto da terzi: la diversa natura del comportamento può incidere sulla decisione di revoca.
- L'ammissione del fatto da parte del detenuto e la condotta complessiva tenuta durante la misura (pregressa adesione al trattamento, comportamento esemplare) devono essere bilanciate nella motivazione.
- In caso di carenza motivazionale l'ordinanza è annullabile con rinvio; al giudice di rinvio non è precluso decidere nel merito ma è obbligato a fornire adeguata e specifica motivazione rispetto all'obiettivo rieducativo.
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