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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 11403/2024 del 19/03/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Ricorso per cassazione avverso l'ordinanza dell'8/6/2023 della Corte d'Appello di Reggio Calabria che aveva rigettato la richiesta di riparazione per ingiusta detenzione relativa alla custodia cautelare subita dal 6/6/2012 al 23/3/2015 per il delitto di tentato omicidio. Il ricorrente deduceva (unico motivo) violazione degli artt. 314, comma 2 e 627, comma 3 c.p.p., per manifesta illogicità e contraddittorietà della motivazione e per travisamento della prova: in particolare contestava che la Corte d'appello avesse attribuito rilievo decisivo alla prima versione del teste Sergi (secondo cui il ricorrente avrebbe avuto un accendino e minacciato "vi bruciu...vi bruciu") senza considerare che lo stesso teste aveva manifestato incertezze già lo stesso giorno dei fatti (18/5/2012, nelle diverse audizioni), ossia prima dell'adozione della misura cautelare, e che quindi gli elementi a sostegno della custodia potevano essere diversi o meno solidi di quanto ritenuto dall'ordinanza.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato e ha annullato l'ordinanza impugnata con rinvio alla Corte d'Appello di Reggio Calabria per nuovo giudizio. Il motivo principale dell'annullamento è stato che la Corte d'Appello non ha correttamente valutato il momento in cui il teste Sergi aveva manifestato incertezze circa la presenza dell'accendino e sulle minacce, ossia già il 18/5/2012 (prima della misura cautelare), travisando così la prova e fornendo motivazione illogica circa la legittimità della misura cautelare. In sede di rinvio dovranno essere inoltre definite le questioni sulle spese sostenute dalla parte civile in questo grado.

Norme richiamate

  • art. 314 cod. proc. pen.

    Riferito alla disciplina della riparazione per ingiusta detenzione; il ricorso lamentava violazione per motivazione illogica nel rigetto della domanda di riparazione; la Corte ha ritenuto fondata la censura in relazione alla errata valutazione temporale delle dichiarazioni del teste

  • art. 627 cod. proc. pen.

    Norma procedurale che regola il giudizio di riparazione per ingiusta detenzione; contestata la violazione per contraddittorietà e travisamento della prova nel rigetto della domanda di riparazione

  • Sentenza della Corte di Cassazione n.16117/2023

    Sentenza n. 16117 del 14/3/2023

    La Suprema Corte aveva indicato alla Corte di appello di verificare se la derubricazione del reato fosse avvenuta sulla base degli stessi elementi conosciuti al giudice della cautela o su elementi nuovi emersi successivamente; tale principio è stato applicato nel presente annullamento con rinvio

Massime di principio

  • Nelle domande di riparazione per ingiusta detenzione va valutato con cura se la derubricazione del reato in sede di merito si basa su elementi già disponibili al momento dell'adozione della misura cautelare o su elementi nuovi: se la derubricazione poggia sugli stessi elementi, la misura può risultare ingiustificata
  • La cronologia delle dichiarazioni dei testi è cruciale: se un teste manifesta dubbi o rettifica la propria versione prima dell'adozione della misura cautelare, tale circostanza indebolisce la fondatezza della custodia e deve essere esplicitamente considerata dal giudice
  • Il giudice di rinvio deve ricostruire temporalmente l'acquisizione delle prove e motivare espressamente quali elementi erano noti al giudice della cautela; l'omessa o errata ricostruzione temporale è motivo di annullamento
  • Ammissioni o intercettazioni successive (es. dichiarazioni in carcere) sono elementi valutabili, ma non possono automaticamente prevalere su dichiarazioni contemporanee ai fatti che mostrino incertezza, a meno che non siano adeguatamente confrontate e motivate
  • In caso di annullamento con rinvio, la Corte d'Appello deve riesaminare la sussistenza e la legittimità della misura alla luce della corretta cronologia probatoria e decidere anche sulla ripartizione delle spese del grado

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