Cassazione Penale, Sentenza n. 29179/2023 del 05/07/2023
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione della sentenza del Tribunale di Crotone che aveva assolto l'imputato dalle violazioni edilizie e antisismiche (capo A, B e C). Il Procuratore generale ha censurato in particolare l'assoluzione dalle violazioni antisismiche contestate ai capi B e C, sostenendo che il permesso a costruire in sanatoria può sanare l'abuso edilizio ma non le violazioni della normativa antisismica; ha chiesto l'annullamento senza rinvio della sentenza per intervenuta estinzione dei reati per prescrizione.
La decisione
La Corte ha ritenuto fondato il motivo che nega efficacia sanante del permesso in sanatoria rispetto alle violazioni antisismiche (richiamando consolidata giurisprudenza e il principio della "doppia conformità" di cui all'art. 36 d.P.R. 380/2001), ma ha rilevato che i reati contestati ai capi B e C si sono estinti per prescrizione il 19/10/2022. Per tale ragione ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata poiché i reati sono estinti per prescrizione.
Norme richiamate
d.P.R. n. 380 del 2001, art. 44 lett. b), art. 93, art. 94, art. 95
Le norme richiamate regolano le fattispecie edilizie e le responsabilità tecniche; nel caso di specie sono gli articoli posti a fondamento delle contestazioni (edilizia e obblighi relativi alla documentazione tecnica).
d.P.R. n. 380 del 2001, art. 36
Il principio della "doppia conformità": la sanatoria edilizia richiede la conformità sia allo strumento urbanistico sia al rispetto delle altre norme (in particolare antisismiche); non è possibile ottenere la sanatoria se permangono violazioni antisismiche.
Giurisprudenza di legittimità richiamata (Sez. 3, n. 22580/2019; Sez. 3, n. 54707/2018; Sez. 3, n. 38953/2017; Sez. 3, n. 2357/2022)
La giurisprudenza afferma che il permesso in sanatoria non estingue le violazioni della normativa antisismica e sottolinea la necessità di conformità antisismica per la sanatoria.
Sez. U, n. 35490 del 28/05/2009 (Tettamanti)
Richiamata in relazione agli effetti dell'intervenuta prescrizione: la sentenza impugnata deve essere annullata senza rinvio quando il reato è estinto per prescrizione.
Massime di principio
- Il permesso a costruire in sanatoria può sanare l'abuso edilizio sotto il profilo urbanistico ma non cancella automaticamente le violazioni della normativa antisismica.
- Per ottenere la sanatoria ai sensi dell'art. 36 d.P.R. 380/2001 è necessaria la "doppia conformità": conformità allo strumento urbanistico e rispetto delle norme tecniche (comprese quelle antisismiche); la persistenza di vizi antisismici impedisce la sanatoria.
- La prescrizione estingue il reato anche se il motivo di impugnazione (merito) sarebbe fondato; quando i reati sono estinti per prescrizione la Corte può annullare la sentenza impugnata senza rinvio.
- In contestazioni edilizio-antisismiche è fondamentale verificare distintamente se la sanatoria riguardi solo l'abuso urbanistico o anche la conformità alle norme tecniche: il deposito dei calcoli strutturali e le autorizzazioni regionali sono elementi decisivi.
- Chi propone ricorso deve specificare i capi impugnati: omissioni del ricorrente su alcuni capi (es. capo A) possono precludere ulteriori censure su quei capi in sede di legittimità.
- In caso di controversie simili, prima di impugnare o difendersi conviene calcolare con precisione i termini di prescrizione e valutare se procedere a interventi tecnici (es. integrazione documentale, regolarizzazione antisismica) che incidano sulla "doppia conformità".
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