Cassazione Penale, Ordinanza n. 14292/2026 del 20/04/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del pubblico ministero. Ha ritenuto che il motivo dedotto fosse una critica meramente fattuale, non consentita nel giudizio di legittimità, e comunque non capace di evidenziare vizi di manifesta illogicità della motivazione con cui il giudice di merito aveva riconosciuto la particolare tenuità del fatto ex art. 131-bis c.p. La decisione di merito è quindi rimasta ferma.
Esito
Favorevole al resistente (imputato)
La controversia
Il pubblico ministero ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza del Tribunale che aveva applicato all'imputato la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. Dal testo emerge solo che il ricorso censurava la motivazione della decisione di merito, ma la Corte ha rilevato che le doglianze erano in realtà questioni di fatto non consentite in sede di legittimità e non erano idonee a far emergere una manifesta illogicità della motivazione posta a base dell'applicazione dell'art. 131-bis c.p. Non sono desumibili dal testo ulteriori dettagli sui fatti contestati o sul reato originario.
Norme richiamate
La causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto può essere oggetto di censura in cassazione solo nei limiti del vizio motivazionale; non sono ammissibili doglianze che si risolvano in una diversa lettura dei fatti.
Massime di principio
- Nel giudizio di cassazione non sono ammissibili censure che sollecitino una rivalutazione del fatto o delle risultanze probatorie, quando il ricorrente non deduca un effettivo vizio logico della motivazione.
- La motivazione che riconosce la particolare tenuità del fatto ex art. 131-bis c.p. è censurabile in sede di legittimità solo se affetta da manifesta illogicità o da reale carenza argomentativa; non basta prospettare una diversa ricostruzione fattuale.
- L'inammissibilità del ricorso consegue quando il motivo, pur formalmente riferito alla motivazione, sostanzia una critica di merito estranea ai limiti del controllo di legittimità.
Come è indicizzato
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