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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 25074/2024 del 25/06/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Le ricorrenti hanno impugnato l'ordinanza con cui la Corte d'appello di Palermo, nella sentenza del 24/01/2024, ha ratificato il concordato tra le imputate e il pubblico ministero e ha corretto de plano un errore materiale nel dispositivo relativo alla durata della pena. Le ricorrenti hanno denunciato la violazione dell'art. 130 c.p.p., sostenendo che la correzione di errore materiale richiede il procedimento in camera di consiglio previsto dall'art. 127 c.p.p., al quale avrebbero avuto interesse a partecipare, posto che la pena indicata nel dispositivo (diversa da quella concordata) risultava più favorevole per loro. Hanno lamentato quindi l'adozione de plano del provvedimento di correzione senza fissazione della camera di consiglio e senza avviso alle parti.

La decisione

La Cassazione ha rigettato i ricorsi. Ha ricordato il consolidato orientamento secondo cui la correzione de plano di un errore materiale, effettuata senza fissazione della camera di consiglio e senza avviso, determina una nullità ex art. 178 c.p.p. tuttavia tale nullità può essere dedotta in cassazione solo se il ricorrente indica un concreto e attuale interesse a partecipare all'udienza in camera di consiglio. Le ricorrenti non hanno allegato elementi che dimostrassero che la volontà alla base del concordato fosse recessiva rispetto all'erronea indicazione del dispositivo o, più in generale, un interesse concreto a partecipare all'udienza camerale. Per tale motivo i ricorsi sono stati ritenuti infondati e rigettati, e le ricorrenti sono state condannate al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • decreto-legge 28/10/2020, n. 137, art. 23, comma 8 (convertito dalla legge 18/12/2020, n. 176, e succ. mod.)

    Norma richiamata in ordine alla possibilità di requisitoria scritta e alla disciplina temporanea sulle richieste di discussione: qui viene richiamata nel procedimento davanti alla Corte di cassazione come cornice procedurale per l'istruttoria orale/scritta

  • art. 130 cod. proc. pen.

    La norma riguarda la correzione di errori materiali; le ricorrenti hanno invocato l'inosservanza di tale disposizione sostenendo che la correzione avrebbe dovuto seguire la procedura prevista (con camera di consiglio), ma la Corte ha valutato che, pur essendo rilevante la forma della correzione, l'annullabilità per correzione de plano può essere dedotta in cassazione solo se è provato un interesse concreto a partecipare

  • art. 127 cod. proc. pen.

    Norma che disciplina, tra l'altro, il procedimento in camera di consiglio; le ricorrenti sostenevano che la correzione di errore materiale richiedeva l'attivazione di tale procedimento con partecipazione delle parti

  • art. 178 cod. proc. pen.

    La Corte ha richiamato che l'adozione de plano del provvedimento di correzione senza avviso alle parti determina una nullità di ordine generale ai sensi di questa norma, ma ha precisato che tale nullità è rilevabile in cassazione solo se corredato dalla indicazione di un concreto interesse a partecipare all'udienza camerale

  • art. 173, comma 1, disp. att. cod. proc. pen.

    Norma richiamata per i limiti di deduzione dei motivi in cassazione (limiti stabiliti per i ricorsi contro ordinanze e sentenze), citata in relazione ai termini di ammissibilità e formulazione del motivo

Massime di principio

  • La correzione "de plano" di un errore materiale senza fissazione della camera di consiglio è, secondo la giurisprudenza, suscettibile di nullità ai sensi dell'art. 178 c.p.p.; tuttavia, per far valere tale nullità in Cassazione è necessario dimostrare un interesse concreto e attuale a partecipare all'udienza in camera di consiglio.
  • Se la correzione modifica il contenuto della decisione in modo meno favorevole per l'imputato, chi impugna deve allegare e provare che l'originaria indicazione nel dispositivo rappresentava la volontà prevalente (ad esempio dimostrando che il dispositivo rifletteva effettivamente l'accordo o che vi è stata una chiara divergenza rispetto all'intesa) e che perciò aveva un interesse reale a partecipare alla camera di consiglio.
  • La mera contestazione formale dell'omessa fissazione della camera di consiglio non è sufficiente: il ricorrente deve spiegare concretamente in cosa la partecipazione all'udienza avrebbe potuto influire sul risultato (es. prova che la pena riportata nel dispositivo era quella concordata e più favorevole).
  • In fase difensiva, quando si rilevi una correzione di errore materiale de plano, è utile documentare tempestivamente e nel dettaglio l'interesse a partecipare alla camera di consiglio e le ragioni per cui la correzione lede un diritto sostanziale o la volontà processuale (per es., acquisendo e depositando atti che dimostrino l'accordo o la volontà delle parti).
  • La giurisprudenza consolidata richiede concretezza nelle allegazioni processuali: per ottenere accoglimento in Cassazione per vizi procedurali relativi alla correzione occorre non solo segnalare la nullità, ma anche motivare il collegamento tra la nullità e un interesse processuale concreto del ricorrente.

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