Cassazione Civile, Ordinanza n. 33753/2023 del 04/12/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente (difensore)
La controversia
Nel giudizio di cassazione volto a correggere un preteso errore materiale contenuto nella sentenza n. 18609/2011, il difensore delle parti vittoriose nel giudizio originario ha dedotto che nel dispositivo di quella pronuncia, dopo la condanna della Presidenza del Consiglio al pagamento delle spese processuali, erano state omesse le parole relative alla distrazione delle spese in favore del procuratore dichiaratosi antistatario. Dalla lettura del ricorso introduttivo del giudizio definito con la sentenza da correggere risultava infatti la specifica richiesta di distrazione delle spese in favore del difensore. L'istanza chiedeva quindi la correzione del dispositivo ai sensi dell'art. 391 bis c.p.c., per integrare la statuizione sulle spese con l'espressa distrazione in favore dell'avvocato antistatario.
La decisione
La Corte ha ritenuto che l'omissione della formula di distrazione delle spese nel dispositivo della sentenza n. 18609/2011 integrasse una mera svista materiale, emendabile con il procedimento di correzione dell'errore materiale. Ha quindi disposto la correzione del dispositivo, aggiungendo alla condanna alle spese le parole "da distrarsi in favore dell'avvocato" secondo quanto richiesto dall'istante. La correzione è stata quindi accolta e il dispositivo emendato in conformità alla domanda di distrazione delle spese.
Norme richiamate
La correzione dell'omissione relativa alla distrazione delle spese è ammissibile quando la mancata indicazione dipenda da mera svista materiale del giudice e la relativa richiesta risulti formulata.
Massime di principio
- L'omessa pronuncia sulla distrazione delle spese, quando risulti dagli atti la relativa istanza del procuratore antistatario, costituisce una mera omissione materiale emendabile mediante il procedimento di correzione dell'errore materiale.
- Il rimedio di correzione ex art. 391 bis c.p.c. è utilizzabile anche per integrare il dispositivo della sentenza di cassazione con la formula di distrazione delle spese, se l'omissione non dipende da un deliberato contenuto decisorio ma da una svista.
- La verifica decisiva, ai fini dell'ammissibilità della correzione, è l'esistenza agli atti della richiesta di distrazione e l'assenza di elementi interpretativi contrari che facciano ritenere voluta l'omissione.
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