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Ordinanza

Ordinanza n. 905/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 6

per la riforma dell'ordinanza cautelare del Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Terza) n. 457/2026.

Giustizia amministrativa202601409

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. VIOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: Ordinanza cautelare del TAR Lazio, Sez. III, che aveva respinto la domanda di sospensione del provvedimento di revoca della concessione della ricevitoria Lotto per tardivo versamento dei proventi di gioco

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (amministrazione concedente)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il concessionario ha impugnato in primo grado il provvedimento con cui l'Agenzia delle dogane e dei monopoli ha revocato la concessione della ricevitoria Lotto, ritenendo tardivo il versamento dei proventi di gioco. Dopo il rigetto della domanda cautelare da parte del TAR Lazio per assenza del periculum in mora, il concessionario ha proposto appello cautelare ai sensi dell'art. 62 c.p.a., deducendo la sussistenza di specifiche ragioni di danno grave e irreparabile già prospettate in primo grado e ribadendo, quanto al fumus boni iuris, di avere provato il tempestivo versamento delle somme dovute.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha respinto l'appello cautelare. Quanto al periculum in mora, ha ritenuto che dalle stesse allegazioni dell'appellante emergesse che egli era titolare del Bar Diamante e svolgeva anche attività di rivendita di tabacchi; inoltre, il provvedimento di revoca della concessione della rivendita di tabacchi era stato sospeso dal TAR Sardegna. Tali circostanze non dimostravano, allo stato, un pregiudizio grave e irreparabile tale da giustificare la sospensione della revoca della concessione Lotto. Quanto al fumus boni iuris, il Collegio ha ritenuto necessario approfondire nella fase di merito, anche mediante ulteriori verifiche istruttorie, l'idoneità della documentazione prodotta a dimostrare l'avvenuto tempestivo versamento. In assenza dei presupposti cautelari, l'ordinanza del TAR è stata confermata. L'appellante è stato condannato al pagamento delle spese del giudizio cautelare, liquidate in euro 1.500,00 oltre accessori di legge, in favore dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli.

Norme richiamate

  • art. 62 c.p.a.

    Disciplina l'appello cautelare avverso le ordinanze cautelari del TAR; l'appello è stato esaminato verificando la sussistenza dei presupposti del fumus boni iuris e del periculum in mora.

Massime di principio

  • In sede di appello cautelare, la concessione della misura richiede la concorrente sussistenza del fumus boni iuris e del periculum in mora; l'assenza di uno solo dei due presupposti giustifica il rigetto della domanda cautelare.
  • Quando la documentazione prodotta per dimostrare l'illegittimità del provvedimento impugnato necessita di approfondimenti istruttori incompatibili con la fase cautelare, il giudice può riservarne la valutazione alla fase di merito e negare provvisoriamente la misura in assenza di un adeguato periculum in mora.
  • La valutazione del periculum in mora deve tener conto delle concrete conseguenze dell'atto impugnato sull'attività economica dell'interessato e delle eventuali ulteriori attività da questi esercitate, nonché della disponibilità di rimedi o sospensioni riferiti ad altri provvedimenti incidenti sulla medesima situazione economica.
  • La mera allegazione di un pregiudizio economico non comporta di per sé la concessione della tutela cautelare, quando le circostanze concrete non evidenzino un danno grave e irreparabile.

Come è indicizzato

MaterieGiochi e scommesseLicenze e autorizzazioni di poliziaTutela cautelare
RamiCommercio e attività produttiveProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelareDiscrezionalità amministrativa e tecnica

Testo integrale

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