Sentenza del 11/11/2015 n. 23068 - Corte di Cassazione
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
Prevale l’amministrazione
La controversia
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato per cassazione la sentenza della Commissione Tributaria Regionale delle Marche, denunciando l'insufficienza della motivazione ai sensi dell'art. 360, comma 1, n. 5, c.p.c. La CTR aveva ritenuto non adeguatamente provata la contestazione relativa a costi non deducibili e fatture per operazioni oggettivamente inesistenti. Secondo l'Agenzia, il giudice regionale non aveva esaminato adeguatamente gli elementi risultanti dai processi verbali di constatazione, tra cui la natura di società cartiere delle imprese fornitrici, l'assenza di strutture, mezzi, sedi e contabilità idonei a effettuare le forniture e la dichiarazione di un legale rappresentante di una fornitrice di non avere mai intrattenuto rapporti commerciali con la contribuente.
La decisione
La Corte di cassazione ha ritenuto fondato il ricorso dell'Agenzia delle Entrate. Ha rilevato che la CTR aveva fondato la decisione sull'incidenza minima delle fatture contestate, sulla regolarità formale della contabilità, sulla natura non cartiera della contribuente, sull'effettiva movimentazione della merce e sull'assenza di prova della retrocessione dei pagamenti, senza chiarire se avesse esaminato gli elementi riguardanti la natura cartiera delle società fornitrici e la dichiarata assenza di rapporti commerciali. Tali elementi potevano essere decisivi e non erano neutralizzati dal fatto che la contribuente non fosse essa stessa una società cartiera, né dall'eventuale corrispondenza tra acquisti e vendite o dalla mancata prova della retrocessione dei pagamenti. La sentenza impugnata è stata quindi cassata con rinvio ad altra sezione della Commissione Tributaria Regionale delle Marche, che dovrà riesaminare la controversia e provvedere anche sulle spese del giudizio di cassazione.
Norme richiamate
Art. 360, comma 1, n. 5, c.p.c.
insufficienza della motivazione
La Corte ha ritenuto viziata la motivazione della sentenza regionale perché non chiariva se fossero stati esaminati elementi probatori potenzialmente decisivi, relativi alla natura cartiera delle società fornitrici e all'assenza di rapporti commerciali.
Principio dell'ultrattività del mandato alla lite
In caso di morte o perdita di capacità della parte costituita a mezzo di procuratore, l'omessa dichiarazione o notificazione del relativo evento ad opera di quest'ultimo comporta [...] che il difensore continui a rappresentare la parte come se l'evento stesso non si fosse verificato
La cancellazione della società dal registro delle imprese non ha determinato l'inammissibilità del ricorso, poiché il difensore ha continuato a rappresentare la parte in forza dell'ultrattività del mandato processuale, secondo il principio richiamato da Cass., Sezioni Unite, 4 luglio 2014, n. 15295.
Massime di principio
- Nelle contestazioni fiscali per operazioni oggettivamente inesistenti, la natura di società cartiera dei fornitori può costituire un elemento probatorio rilevante e deve essere esaminata specificamente dal giudice.
- Il fatto che il contribuente abbia una contabilità formalmente regolare, sia una società operativa o abbia effettivamente ricevuto e rivenduto la merce non esclude automaticamente l'inesistenza delle operazioni fatturate dai fornitori.
- La corrispondenza tra fatture di acquisto e fatture di vendita, oppure l'assenza di differenze evidenti tra carico e scarico della merce, può essere meramente cartolare e non è sufficiente, da sola, a escludere l'inesistenza delle operazioni.
- La mancata prova della retrocessione dei pagamenti non è decisiva da sola: l'effettività o fittizietà delle operazioni deve essere valutata anche sulla base dell'organizzazione e dell'operatività reale dei fornitori.
- Una sentenza tributaria deve confrontarsi con tutti gli elementi probatori decisivi indicati dalle parti; l'omessa valutazione di tali elementi può comportare la cassazione della decisione con rinvio.
- La decisione della Cassazione non ha accertato definitivamente l'inesistenza delle operazioni, ma ha stabilito che la precedente sentenza era motivata in modo insufficiente e ha disposto un nuovo esame da parte del giudice di merito.
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