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Sentenza

Sentenza n. 35/2026 - Reggio Calabria, Sezione 1

per l’annullamento dell’ordinanza ingiunzione, prot. n. 275105/SIAR del 06.08.2018.

Giustizia amministrativa202100602

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Calabria - Reggio CalabriaSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: ordinanza ingiunzione regionale che impone il pagamento di euro 4.471,20 quale indennità risarcitoria per danno ambientale derivante da opere realizzate in assenza o difformità dal nulla osta paesaggistico

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (regione)

Prevale l’amministrazione

La controversia

I ricorrenti hanno riproposto davanti al giudice amministrativo, dopo la declaratoria di difetto di giurisdizione del Giudice di Pace, la domanda di annullamento dell'ordinanza ingiunzione regionale. Hanno dedotto la violazione dell'art. 167 d.lgs. 42/2004 e dell'art. 41 l. 47/1985, nonché eccesso di potere. In primo luogo hanno sostenuto di non essere gli autori materiali dell'abuso, poiché avevano acquistato l'immobile nel 2012 e le opere erano state realizzate dai precedenti proprietari. Hanno inoltre invocato i principi di irretroattività e tempus regit actum, osservando che l'edificio era stato costruito e completato nel 1967, prima dell'imposizione del vincolo paesaggistico, introdotto nel 1976. Infine hanno lamentato il difetto di motivazione dell'ordinanza, sia per il mancato richiamo diretto dell'atto impositivo del vincolo, sia per l'omessa indicazione dei criteri di quantificazione della sanzione. La Regione ha chiesto il rigetto, evidenziando che la sanzione traeva origine dalle domande di condono ambientale e edilizio e dall'autorizzazione paesaggistica postuma rilasciata nel 2014 sulla base di un'istanza presentata dagli stessi ricorrenti nel 2013.

La decisione

Il TAR ha rigettato il ricorso. Ha respinto il primo motivo rilevando, anzitutto, che le sanzioni paesaggistiche possono gravare anche sull'attuale proprietario non autore materiale dell'abuso, quale avente causa subentrante nella posizione di fatto e di diritto del dante causa. In ogni caso, nella fattispecie, l'istanza del 2013 per il rilascio dell'autorizzazione paesaggistica postuma era stata presentata dagli stessi ricorrenti dopo l'acquisto dell'immobile. Ha respinto anche la censura fondata sull'irretroattività e sul tempus regit actum: l'indennità risarcitoria era già prevista dall'art. 15 l. 1497/1939 e, ai fini della sanatoria, rileva l'esistenza del vincolo al momento della valutazione della domanda, indipendentemente dall'epoca di realizzazione dell'abuso, poiché occorre verificare l'attuale compatibilità dell'opera con il vincolo. Il vincolo era stato introdotto nel 1976, mentre la domanda di condono era del 1986. È stata respinta anche la censura di difetto di motivazione: l'ordinanza richiamava l'autorizzazione paesaggistica in sanatoria, nella quale era indicata la tutela ex art. 136 d.lgs. 42/2004 e il relativo decreto ministeriale, nonché la deliberazione della Giunta regionale n. 198/2006 e i parametri contenuti nel modulo di calcolo del danno ambientale, utilizzati per quantificare l'importo. Il ricorso è stato quindi rigettato e i ricorrenti sono stati condannati in solido al pagamento di euro 1.500,00 oltre accessori per spese di lite.

Norme richiamate

  • art. 167 d.lgs. 42/2004

    La sanzione pecuniaria per interventi realizzati in assenza o difformità dall'autorizzazione paesaggistica può essere applicata anche nell'ambito della valutazione postuma della compatibilità paesaggistica e deve essere quantificata secondo criteri predeterminati.

  • art. 136 d.lgs. 42/2004

    La disposizione identifica la tutela paesaggistica riferita al contesto territoriale interessato dall'abuso, come richiamata nell'autorizzazione paesaggistica in sanatoria.

  • art. 15 l. 1497/1939

    L'indennità risarcitoria per il danno paesaggistico era già prevista dalla disciplina anteriore alla realizzazione delle opere, sicché non ricorre violazione del principio di irretroattività.

  • art. 41 l. 47/1985

    È richiamato quale base normativa della sanzione contestata per l'abuso edilizio realizzato in area sottoposta a vincolo paesaggistico.

  • art. 31 l. 47/1985

    È richiamato in relazione alla domanda di condono edilizio presentata per l'immobile.

  • D.M. 19.02.1976

    Ha introdotto il vincolo paesaggistico rilevante per la valutazione della domanda di condono.

  • deliberazione della Giunta regionale Calabria n. 198 del 20.03.2006

    Ha recepito i parametri utilizzati dall'amministrazione per il calcolo dell'importo dell'indennità risarcitoria, riportati nel modulo allegato.

Massime di principio

  • La sanzione paesaggistica pecuniaria può gravare anche sull'attuale proprietario dell'immobile abusivo, pur se non autore materiale delle opere, in quanto avente causa subentrante nella posizione di fatto e di diritto del dante causa; tale conclusione è comunque rafforzata quando il proprietario abbia presentato l'istanza di sanatoria o di accertamento della compatibilità paesaggistica dopo l'acquisto.
  • Ai fini della valutazione della compatibilità paesaggistica di un'opera abusiva oggetto di sanatoria, rileva l'esistenza del vincolo al momento in cui l'amministrazione deve decidere sulla domanda, indipendentemente dall'epoca di realizzazione dell'opera e dall'epoca di introduzione del vincolo, poiché la valutazione deve riguardare l'attuale compatibilità del manufatto con la tutela paesaggistica.
  • Non viola il principio di irretroattività l'applicazione dell'indennità paesaggistica a opere realizzate prima dell'imposizione del vincolo, quando l'indennità fosse già prevista dalla normativa vigente al momento della realizzazione e la sanzione sia applicata nell'ambito della successiva valutazione della sanatoria.
  • L'obbligo di motivazione dell'ordinanza ingiunzione è assolto quando l'atto richiama l'autorizzazione paesaggistica in sanatoria, dalla quale risultano il fondamento e l'estensione del vincolo, e indica la disciplina e i parametri predeterminati utilizzati per la quantificazione dell'indennità.

Come è indicizzato

MaterieSanatoria paesaggisticaAutotutela
RamiBeni culturali e paesaggioProcedimento amministrativo
IstitutiDifetto di motivazioneLegittimo affidamentoEccesso di potereProporzionalità e ragionevolezza

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