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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 33286/2023 del 28/07/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione della sentenza di conferma della responsabilità per i reati di resistenza a pubblico ufficiale (capo A) e lesioni aggravate (capo B). Il ricorrente deduce vizi di motivazione e violazione di legge sostenendo: a) l'insignificante entità delle lesioni, prive di incidenza funzionale; b) la mancanza di nesso causale tra la condotta dell'imputato e le lesioni; c) l'assenza di volontà di ledere, poiché l'imputato stava soltanto tentando di fuggire.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso come infondato. Ha ritenuto provate le lesioni sulla base del referto medico (ferita alla mano dell'operante con prognosi di 4 giorni), ha valutato i rilievi del ricorrente come assertivi e non idonei a rimuovere la motivazione della Corte territoriale, ha richiamato il principio secondo cui il delitto di lesioni volontarie richiede il dolo generico (consapevolezza che l'azione possa provocare danno) e non la volontà di produrre una specifica conseguenza lesiva, e ha osservato l'irrilevanza della finalità dell'agente (es. tentativo di fuga) rispetto alla configurabilità del reato. Ha anche rilevato la regolarità della comunicazione dell'avviso di udienza alla PEC del difensore. Conseguentemente ha confermato la condanna e ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 173 disp. att. cod. proc. pen.

    Limiti alla formulazione del motivo in cassazione; il ricorso è stato enunciato entro i limiti richiesti

  • art. 23, comma 8, d.l. 28/10/2020, n.137 conv. con l. 18/12/2020 n.176

    Norma richiamata in relazione alla trasmissione delle conclusioni scritte del Sostituto Procuratore generale

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Prevede la condanna alle spese processuali nel caso di rigetto del ricorso; disposizione applicata dalla Corte

  • Giurisprudenza - Sez. 5, n. 17985 del 09/01/2009 (Presicci)

    Principio richiamato: per il reato di lesioni volontarie è sufficiente il dolo generico (consapevolezza che la propria azione possa provocare danno), non è necessaria la volontà di produrre una specifica conseguenza lesiva

  • Giurisprudenza - Sez. 5, n. 33492 del 14/05/2019 (Gattuso)

    Richiamata dal ricorrente; la Corte ha però ritenuto i rilievi basati su tale giurisprudenza come assertivi e non sufficienti a scalfire la motivazione della Corte territoriale

Massime di principio

  • Per il delitto di lesioni volontarie è sufficiente il dolo generico: non è necessario che l'agente voglia specificamente arrecare la lesione, basta la consapevolezza del rischio di produrla.
  • La lieve entità delle lesioni (breve prognosi) non esclude automaticamente la configurabilità del reato se sussiste nesso causale con la condotta dell'imputato e prova medico-legale delle lesioni.
  • La finalità o il movente (es. tentativo di fuga) è irrilevante ai fini dell'esistenza del dolo necessario per le lesioni volontarie.
  • In Cassazione i motivi devono essere motivati e non meramente assertivi: richiami generici alla giurisprudenza non sopperiscono all'assenza di analisi probatoria specifica.
  • La regolare notifica via PEC alla casella del difensore è generalmente considerata valida; l'assenza di ricezione effettiva può non essere sufficiente a invalidare gli atti se l'invio è correttamente effettuato.
  • In caso di rigetto del ricorso, è possibile la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

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