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Sentenza

Sentenza n. 872/2026 - Roma, Sezione 5Q

per l’accertamento dell'illegittimità e conseguente annullamento del silenzio/inadempimento/rifiuto formatosi sull’istanza di rilascio del visto per motivi di studio avanzata dalla richiedente presso l’Ambasciata Italiana di Islamabad – Pakistan ;

Giustizia amministrativa202513829

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. V quaterSentenzaAzione avverso il silenzio

Atto impugnato: silenzio formatosi sull'istanza di attivazione del procedimento per il rilascio di un visto di ingresso per studio universitario

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

La controversia

Il ricorrente ha proposto ricorso ai sensi dell'art. 117 c.p.a. contro il silenzio-inadempimento o rifiuto formatosi sull'istanza presentata presso l'Ambasciata italiana di Islamabad per ottenere un visto di ingresso per motivi di studio universitario. Nel corso del giudizio, il Ministero ha documentato che la competente sede diplomatica aveva fissato un appuntamento per la presentazione della domanda di visto, deducendo così l'avvenuta attivazione del procedimento. L'amministrazione ha chiesto la dichiarazione di cessazione della materia del contendere e la compensazione delle spese. Il ricorrente ha aderito alla richiesta quanto all'improcedibilità per cessazione della materia del contendere, insistendo tuttavia per la rifusione delle spese di lite.

La decisione

Il TAR ha dichiarato cessata la materia del contendere, ritenendo che la fissazione dell'appuntamento e l'attivazione del procedimento per il rilascio del visto integrassero il soddisfacimento della pretesa azionata. La decisione è stata fondata sul combinato disposto degli artt. 34, comma 5, e 117 c.p.a. Le spese di lite sono state compensate, in ragione del comportamento operoso dell'amministrazione. È stata però posta a carico dell'amministrazione resistente la restituzione al ricorrente delle somme versate a titolo di contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 117 c.p.a.

    Disciplina il ricorso avverso il silenzio della pubblica amministrazione; il ricorso è stato proposto per ottenere l'attivazione del procedimento relativo al rilascio del visto.

  • art. 34, comma 5, c.p.a.

    La sopravvenuta attivazione del procedimento e il conseguente soddisfacimento della pretesa azionata giustificano la dichiarazione di cessazione della materia del contendere.

  • art. 60 c.p.a.

    Ha consentito la definizione del giudizio con sentenza in forma semplificata, previo avviso alle parti.

Massime di principio

  • Nel giudizio promosso ai sensi dell'art. 117 c.p.a. contro il silenzio della pubblica amministrazione, la sopravvenuta attivazione del procedimento amministrativo oggetto dell'istanza può determinare la cessazione della materia del contendere quando soddisfa la pretesa concretamente azionata.
  • La fissazione di un appuntamento presso la sede diplomatica competente, finalizzato alla presentazione della domanda di visto, integra l'attivazione del procedimento relativo al rilascio del visto e può comportare il venir meno della materia del contendere rispetto a un ricorso diretto a contestare l'inerzia amministrativa.
  • In caso di cessazione della materia del contendere determinata dal comportamento operoso dell'amministrazione, il giudice può compensare le spese di lite e porre comunque a carico dell'amministrazione la restituzione del contributo unificato versato dal ricorrente.

Come è indicizzato

MaterieEmersione, decreto flussi e nulla ostaEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiSilenzio della pubblica amministrazioneSopravvenuta carenza di interesse

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