Sentenza del 10/05/2018 n. 3093 - Comm. Trib. Reg. per il Lazio
Accertamento, liquidazione e controlli - Ente impositore - Utilizzo metodo induttivo - Studio settore - Natura presuntiva - Situazione contribuente - Mancato adeguamento - Precisione, gravità, concordanza - Esclusione - Soggetto contribuente - Reale situazione economica/contributiva - Prova contraria - Compiuto assolvimento - Ente impositore - Idonea giustificazione - Mancata produzione - Illegittimità pretesa - Consegue
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
Prevale il privato
La controversia
Il contribuente ha contestato la legittimità della pretesa fiscale perché basata esclusivamente o prevalentemente sugli studi di settore e sul mancato adeguamento ai relativi risultati. Tali strumenti hanno natura presuntiva e possono fondare l'accertamento solo se le presunzioni risultano precise, gravi e concordanti e se sono concretamente adeguate alla reale situazione economica e contributiva del contribuente. Il contribuente può fornire prova contraria, mentre l'Ufficio deve esaminare le giustificazioni e fornire un'idonea motivazione a sostegno della propria pretesa prima di emettere l'atto impositivo.
La decisione
La pretesa dell'Ufficio è stata ritenuta illegittima. Gli studi di settore non possono essere applicati in modo automatico o meramente matematico, senza verificare la situazione concreta del contribuente e senza considerare le eventuali prove e giustificazioni contrarie. L'Ufficio, in assenza di un'adeguata giustificazione della propria potestà impositiva, non può validamente fondare l'accertamento sul solo mancato adeguamento agli studi di settore.
Norme richiamate
La norma pone a carico di chi vuol far valere un diritto l'onere di provare i fatti che ne costituiscono il fondamento e di chi eccepisce l'inefficacia o l'estinzione di tali fatti l'onere della relativa prova. Nel caso esaminato, l'Ufficio deve quindi fornire elementi idonei a sostenere la pretesa tributaria, mentre il contribuente può dimostrare l'inadeguatezza degli studi di settore rispetto alla propria situazione concreta.
Massime di principio
- Gli studi di settore e gli altri strumenti presuntivi non determinano automaticamente il reddito imponibile: devono essere verificati alla luce della situazione economica concreta del contribuente.
- Il semplice mancato adeguamento ai risultati degli studi di settore non è, da solo, sufficiente a legittimare un accertamento.
- Le presunzioni utilizzate dall'Amministrazione devono essere precise, gravi e concordanti e devono essere supportate da una motivazione concreta e individualizzata.
- Il contribuente può fornire prova contraria mediante documenti, circostanze economiche, andamento dell'attività o altre ragioni idonee a dimostrare lo scostamento dai parametri presuntivi.
- L'Ufficio deve esaminare le giustificazioni del contribuente e spiegare perché le ritiene insufficienti; in mancanza di tale valutazione, la pretesa può risultare illegittima.
- In situazioni analoghe, la difesa deve concentrarsi sia sulla prova della reale situazione economica del contribuente sia sull'eventuale carenza di motivazione dell'atto impositivo.
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