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Sentenza

Sentenza del 10/05/2018 n. 275 - Comm. Trib. Prov. Brescia

Costi di Pubblicità - Spese di rappresentazione - Spese di ospitalità - Inerenza stretta - In difetto deducibilità parziale.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

La controversia riguarda la corretta qualificazione, ai fini IRES e IRAP, dei costi sostenuti per pubblicità, rappresentanza e ospitalità. Le spese di pubblicità richiedono una diretta aspettativa di ritorno commerciale, ossia una cosiddetta "inerenza stretta", con correlazione immediata o concreta a un incremento del fatturato. Le spese di rappresentanza, invece, perseguono finalità di promozione dell'immagine, del prestigio aziendale o del marchio, senza una diretta correlazione con specifiche vendite. Le spese di ospitalità sono qualificabili come pubblicità quando riguardano soggetti, come operatori della stampa specializzata o personalità professionalmente influenti, idonei a promuovere i prodotti presso una platea di consumatori; in mancanza di tale finalità promozionale diretta, sono spese di rappresentanza.

La decisione

Dal testo emerge il principio secondo cui la qualificazione fiscale dipende dalla finalità concreta dell'operazione e dal grado di collegamento con l'attività commerciale. Le spese con ritorno commerciale diretto sono deducibili come spese di pubblicità; quelle dirette principalmente all'immagine e al prestigio aziendale sono soggette al regime delle spese di rappresentanza. In assenza dei requisiti per la pubblicità, le spese di ospitalità devono essere ricondotte alla rappresentanza, con conseguente applicazione dei relativi limiti di deducibilità. Non sono indicati nel testo gli estremi della sentenza né l'esito processuale formale.

Massime di principio

  • Per distinguere le spese di pubblicità da quelle di rappresentanza occorre verificare la finalità concreta e documentabile dell'iniziativa, non soltanto la sua denominazione contabile.
  • La spesa è qualificabile come pubblicitaria quando esiste una diretta aspettativa di ritorno commerciale, collegata alla promozione di specifici prodotti o servizi e potenzialmente a un incremento del fatturato.
  • Le spese sostenute principalmente per rafforzare il prestigio, l'immagine o il marchio dell'impresa rientrano nelle spese di rappresentanza, anche se possono produrre indirettamente benefici commerciali.
  • Le spese di ospitalità rivolte a giornalisti, operatori della stampa specializzata o soggetti professionalmente capaci di promuovere i prodotti possono essere pubblicitarie solo se è dimostrabile la funzione promozionale diretta.
  • In mancanza di prova della finalità pubblicitaria e del nesso con il ritorno commerciale, l'amministrazione può riqualificare l'onere come spesa di rappresentanza, assoggettandolo ai limiti di deducibilità applicabili.
  • È opportuno conservare documentazione idonea a provare destinatari, programma dell'iniziativa, prodotti promossi, finalità commerciale e potenziale ritorno economico.

Testo integrale

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