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Ordinanza

Ordinanza n. 483/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 3

per la riforma della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per la Calabria sezione staccata di Reggio Calabria n. 693/2025, resa tra le parti;

Giustizia amministrativa202600591

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. IIIOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: sentenza del TAR Calabria, sezione staccata di Reggio Calabria, n. 693/2025, che aveva respinto il ricorso contro un provvedimento prefettizio fondato su elementi di probabile inquinamento mafioso

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (prefettura)

Prevale l’amministrazione

La controversia

L'impresa ha proposto appello cautelare contro la sentenza di primo grado, chiedendo la sospensione della sua efficacia. Il Consiglio di Stato, nella sommaria delibazione propria della fase cautelare, ha valutato la motivazione della sentenza appellata e gli elementi posti a fondamento del provvedimento prefettizio, ritenendo non inconsistenti né irragionevoli gli elementi indicativi di probabile inquinamento mafioso, idonei a sostenere sia la prognosi infiltrativa sia il giudizio di non occasionalità dell'infiltrazione.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha respinto l'istanza cautelare perché l'appello non presentava il prescritto fumus boni iuris. Il Collegio ha ritenuto condivisibile, nei limiti della sommaria cognizione cautelare, la motivazione del TAR, secondo cui gli elementi di probabile inquinamento mafioso posti a base del provvedimento prefettizio non erano inconsistenti o irragionevoli e legittimavano la prognosi di infiltrazione non occasionale. Le spese e gli onorari del giudizio sono stati compensati tra le parti.

Norme richiamate

  • art. 98 c.p.a.

    Richiamato quale base normativa per la domanda cautelare in appello e per la sospensione dell'efficacia della sentenza impugnata.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Richiamato per disporre l'oscuramento delle generalità e degli altri dati identificativi della parte appellante.

  • art. 10 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamato, insieme alla normativa nazionale sulla privacy, a tutela dei diritti e della dignità della parte interessata mediante oscuramento dei dati identificativi.

Massime di principio

  • In sede cautelare d'appello, la sospensione dell'efficacia della sentenza presuppone la sussistenza del fumus boni iuris; l'istanza può essere respinta quando, alla luce della sommaria delibazione propria della fase cautelare, la motivazione della sentenza impugnata appaia condivisibile.
  • Gli elementi posti a fondamento di un provvedimento prefettizio antimafia sono sufficienti a sostenere la prognosi di infiltrazione mafiosa quando non risultino inconsistenti né irragionevoli e consentano di ravvisare anche il carattere non occasionale dell'infiltrazione.

Come è indicizzato

MaterieInterdittiva e informazione antimafiaTutela cautelareAppello
RamiAntimafia, sicurezza e ordine pubblicoProcesso amministrativo
SottomateriePresupposti e indizi dell'infiltrazione
IstitutiTutela cautelareDiscrezionalità amministrativa e tecnica

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