Cassazione Penale, Sentenza n. 16044/2024 del 17/04/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorso, proposto ai sensi dell'art. 576 c.p.p., contestava la sentenza d'appello che aveva riformato la condanna pronunciata in primo grado e assolto gli imputati dal reato di tentata estorsione aggravata. La parte civile deduceva un vizio della motivazione per errata valutazione dell'attendibilità delle dichiarazioni della persona offesa e per omessa valutazione dei riscontri a quelle dichiarazioni, sostenendo che la Corte d'appello non si era adeguatamente confrontata con la decisione di primo grado e con gli elementi probatori che corroboravano la testimonianza del denunciante (tempi della denuncia, dichiarazioni di altri testi, videoregistrazioni e intercettazioni).
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che il ricorrente non abbia specificamente indicato i punti carenti della motivazione d'appello ma si sia limitato a riproporre la lettura dei fatti e delle prove già valutate diversamente dalla Corte d'appello, risultando il ricorso assertivo e generico. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e, ai sensi dell'art. 616 c.p.p., al versamento di euro 3.000,00 alla Cassa delle ammende. La pronuncia di inammissibilità lascia impregiudicata l'assoluzione pronunciata in appello.
Norme richiamate
Norma richiamata per fondare il ricorso per cassazione proposto dalla parte civile; riguarda il rito e i soggetti legittimati a proporre ricorso per cassazione
art. 573, comma 1 bis, cod. proc. pen.
Richiamato in relazione a questione di rinvio sullefficacia temporale della norma e applicabilità ai procedimenti pendenti; nel procedimento è stata sospesa la trattazione in attesa di decisione delle Sezioni Unite
Consente alla Corte di condannare il ricorrente al versamento di una somma alla Cassa delle ammende quando rileva profili di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità del ricorso
Massime di principio
- Se la Corte d'appello assolve riformando una condanna di primo grado sulla base dello stesso materiale probatorio, essa deve fornire una motivazione rafforzata che dia puntuale ragione delle difformi conclusioni
- Chi impugna in Cassazione una sentenza assolutoria deve indicare in modo specifico e puntuale i passaggi della motivazione d'appello che si ritengono viziati e confrontarsi con tutti gli elementi di prova considerati; censure generiche o la mera riproposizione dei fatti non sono sufficienti
- La tardività della querela o altri ritardi significativi nella denuncia possono incidere negativamente sull'attendibilità della persona offesa e sono elementi che il giudice può valutare rilevanti
- La mancanza di riscontri documentali o testimonianze a supporto delle dichiarazioni della parte offesa indebolisce la valutazione probatoria di quelle dichiarazioni
- La proposizione di ricorsi manifestamente generici o non specifici può comportare non solo l'inammissibilità ma anche sanzioni economiche a carico del ricorrente ai sensi dell'art. 616 c.p.p.
- Memorie depositate tardivamente dalle parti possono essere dichiarate inammissibili e non assunte al processo; è importante rispettare termini e formalità procedurali
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